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Ennio Proietti chi era | morto durante una rapina | vita da Romanzo Criminale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:56
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Ennio Proietti rapina
Chi era Ennio Proietti morto in una rapina a Roma FOTO viagginews

Incallito fuorilegge, Ennio Proietti morto nel corso di una rapina tentata con un complice a Roma. Ha un passato di violenze e di colpi efferati.

La sua vita è finita come probabilmente anche lui si sarebbe aspettato. Ennio Proietti è morto nel corso di una rapina ad una tabaccheria tentata a Roma in zona Cinecittà nella serata di ieri. Lo ha raggiunto un colpo di pistola, probabilmente la sua, esploso nel corso di una colluttazione con il proprietario dell’esercizio commerciale. Era solo l’ultimo di una lunga lista di episodi criminali che lo aveva visto protagonista. Lui aveva 69 anni e vantava una fedina penale lunghissima, densa di avvenimenti controversi e contrari alla legge. Proietti in passato era stato condannato a 30 anni di carcere per le malefatte compiute negli anni ’70 e 80′ con la banda di ‘Lallo lo Zoppo’, ovvero il pericolosissimo Ludovico De Sanctis. Uno dei gruppi criminali più temuti a Roma, responsabile di efferati omicidi e di tanto altro, tra rapine, furti, aggressioni e traffico d’armi.

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Ennio Proietti rapina, sulla coscienza ha il delitto del ‘Re del Caffè’

I primi movimenti di Ennio Proietti e della banda di cui faceva parte si hanno a partire dall’ultima parte del 1975, con almeno 15 anni di scorribande nelle quali le sue mani si sono macchiate di sangue. Il criminale venne ritenuto tra i responsabili del sequestro e dell’uccisione di Giovanni Palombini, il ‘Re del Caffè’. Evento di cronaca nera avvenuto nel 1981 e nel quale l’imprenditore venne rapito da un commando che, a bordo di cinque auto, circondò la vettura dove la vittima stava viaggiando assieme alla moglie mentre la coppia rientrava a casa ad Amatrice. La donna rimase tramortita sul posto da un colpo alla testa, mentre l’uomo venne portato via. Anziano e malato, riuscì a fuggire tempo dopo approfittando di un momento di disattenzione dei malviventi.

Il corpo di Palombini rinvenuto solo diversi mesi dopo

Per sua somma sfortuna però bussò alla porta di una villa nella quale risiedevano proprio i loro carcerieri. Questi non si rivelarono per quello che erano veramente e lo fecero accomodare. Per poi freddarlo all’improvviso con tre colpi di pistola. Il cadavere di Palombini fu poi tenuto in un frigorifero, per poterlo tenere in buono stato di conservazione e fingere così che fosse ancora vivo, allo scopo di ottenere un riscatto. Rapito ad aprile dell’81, il suo corpo venne rinvenuto solamente ad ottobre in località Vallata di Pantano. Proietti faceva parte di quel commando. Oltre alla galera, fu colpito anche dalla interdizione dai pubblici uffici. La cosa non lo dissuase dal compiere rapine ed altri atti di violenza.

Una vita da Romanzo Criminale

Nel 2000, a 50 anni e mentre era sottoposto a provvedimento di arresti domiciliari, aggredì in pieno giorno la domestica che lavorava in una villa di Casalpalocco, immobilizzando poi il 19enne Francesco Cauli, il figlio del padrone di casa. Agì assieme a dei complici. Per fortuna i carabinieri di Ostia riuscirono a salvare entrambi nel corso di una retata. Di Ennio Proietti si è nel frattempo continuato a parlare per altri colpi tentati, alcuni riusciti ed altri no. Per un certo periodo si è dato alla macchia, ma la sua latitanza venne scoperta dopo un normale controllo ad un posto di blocco. Infine, ad inizio novembre del 2019, la sua vita da telefilm, pericolosa e piena di atti spietati, è finita. Con un singolo colpo di pistola.