Proteste in Spagna, indipendentisti censurati da società di Microsoft FOTO

Proteste in Spagna
Forti proteste in Spagna con i tumulti in Catalogna che vanno avanti da mesi FOTO Twitter

I manifestanti catalani autori di lunghe e reiterate proteste in Spagna per ottenere l’indipendenza della loro regione sottoposti a censura da società riconducibile a Microsoft.

Le proteste in Spagna degli indipendentisti catalani equiparate a quelle in Russia e Hong Kong. È quanto l’opinione pubblica mondiale può evincere dopo che i secessionisti hanno visto oscurata la loro ‘app ufficiale’ da parte della compagnia GitHub, che fa capo nientemeno che a Microsoft. Il gigante della comunicazione ha riferito che tale app e relativo sito sono stati oscurati “per rischio terrorismo”. Il tutto su precisa richiesta della Guardia Civil spagnola. In realtà, con qualche operazione supplementare e comunque non comoda, è possibile ancora consultare il tutto utilizzando una app Vpn di qualunque tipo, per poter accedere a www.tsunamidemocratic.cat anche sul territorio spagnolo. Tra l’altro è attivo anche l’omonimo canale Telegram, che è entrato nella top 100 dei più seguiti al mondo.

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Proteste in Spagna, GitHub pubblica il testo del messaggio della Guardia Civil

Questo però la dice lunga su quanto controverse possano farsi le cose in materia di libertà di espressione. Il governo spagnolo ha attuato una vera e propria censura. La società GitHub difende il proprio operato, rendendo pubblico il testo della e-mail ricevuta dalla polizia iberica e nella quale quest’ultima richiedeva provvedimenti per limitare la visualizzazione dei canali web pro proteste in Spagna. GitHub precisa anche di non condividere alcuna affermazione contenuta in tale mail. Certo è che anche Cina e Russia hanno fatto la stessa cosa, e sempre con la stessa compagnia. Allo scopo di impedire il più possibile ai dissidenti che contestano i rispettivi governi di avere voce.

I manifestanti: “Vogliamo solo libertà e diritti”

Gli stessi manifestanti per l’indipendenza della Catalogna – il cui movimento si chiama per l’appunto ‘Tsunami Democratico’ – reputano gravi le accuse di terrorismo nei loro confronti. “Stiamo solo esercitando il diritto di protesta e di espressione per bocca di centinaia di migliaia di persone. Il tutto senza violenza o atti di disobbedienza civile. Anziché sedersi per discutere con noi, il governo spagnolo sceglie di banalizzare e di strumentalizzare una tematica grave come il terrorismo”. Noi però non ci fermiamo ed andiamo avanti con l’obiettivo di ottenere libertà, diritti ed autodeterminazione”. Per i giorni 9, 11, 12 1 13 novembre è in programma una manifestazione imponente i cui dettagli verranno illustrati sui canali web ufficiali sottoposti a censura ma, come detto, ancora consultabili con qualche trucco.