Franco Antonello, figlio in coma: “Una canna non lo rende un criminale”

Franco Antonello figlio in coma
(Vigili del Fuoco)

Franco Antonello parla delle condizioni di salute del figlio Alberto e si scaglia contro chi lo demonizza per aver fumato una canna ed essersi addormentato al volante.

La notte tra giovedì e venerdì, Alberto Antonello si è addormentato al volante dopo una serata in discoteca insieme alla fidanzata. L’auto che stava guidando si è andata a schiantare e nell’urto Giulia Zandarin è morta. Il giovane adesso si trova ricoverato ed è in coma. A parlare delle sue condizioni è il padre Franco con il quale gestisce un’associazione che si occupa del sostegno delle persone autistiche. Il fratello maggiore di Alberto, infatti, è affetto da autismo ed il padre ha cambiato vita proprio per potergli stare accanto.

Adesso Franco è costretto a vivere con apprensione in attesa che Alberto si risvegli dal coma e possa tornare dalla sua famiglia. Nel frattempo l’uomo si scaglia contro chi ha definito il figlio un delinquente per la guida in stato alterato. In una recente intervista Antonello infatti tuona: “Mio figlio non è un criminale. Come si può bollare come delinquente un ragazzo di 19 anni per una canna?”.

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Franco Antonello: “La morte di Giulia è una punizione sufficiente”

Sempre nell’intervista concessa al ‘Mattino di Padova‘, Franco Antonello si chiede come si possa dimenticare quanto di buono ha fatto il figlio Alberto per un singolo errore. L’uomo racconta di come il figlio, prima di andare in discoteca, lo avesse tranquillizzato dicendogli che sarebbe andato piano. Quindi sottolinea alla stampa come la morte della ragazza sia già una punizione sufficiente per loro e sicuramente anche per il figlio: “Pensate forse che la morte non sia una punizione sufficiente anche per noi? Giulia era un membro della nostra famiglia. Abitava con Alberto da qualche mese, erano lì a pochi metri da casa mia. Non ci posso credere, non mi do pace”.