Caso Vannini: testimonianza alimenta le ombre su Mary Ciontoli

VanniniNel servizio di ieri sera di ‘Quarto Grado’ è stata riportata la testimonianza di un’infermiera che alimenta le ombre sul ruolo avuto da Mary Ciontoli.

Il caso Vannini è uno dei più complessi degli ultimi anni. Secondo la ricostruzione ufficiale dell’accaduto Marco sarebbe stato colpito da un colpo di pistola mentre si trovava in bagno. Il colpo, secondo quanto affermato da Antonio Ciontoli (principale indiziato e condannato per omicidio involontario), sarebbe partito casualmente. Ciò che non convince i legali della famiglia Vannini, di parte della stampa e dalla maggior parte dell’opinione pubblica è il ritardo nella richiesta dei soccorsi.

Per ore infatti, i Ciontoli, tutti in casa al momento dello sparo, non hanno chiamato l’ambulanza. A processo hanno sostenuto di non essersi accorti che il ragazzo era stato colpito da un proiettile. In attesa di capire quale sarà la sentenza della Corte di Cassazione sul ricorso della famiglia Vannini (nella sentenza d’appello è stata ridotta la pena a Ciontoli), a Quarto Grado si cerca di trovare la verità.

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Caso Vannini: la testimonianza che getta ombre su Mary Ciontoli

Nella puntata di ieri è stata riportata la testimonianza di un’infermiera presente al pronto soccorso la notte che Marco Vannini è stato ricoverato. La donna ha affermato che in quella occasione Mary Ciontoli, la moglie di Antonio, l’ha contattata per avere i nomi dei dipendenti presenti al Pit: “La stessa mattina del 18 maggio mi scrisse Mary Ciontoli, chiedendomi se potevo aiutarla nel far sapere al marito come si chiamavano il medico e le infermiere presenti quella notte al Pit”.

La donna spiega che la situazione era tesa, che il Pit era blindato e con il passare delle ore cominciavano a circolare delle voci. Presto tutti erano a conoscenza del fatto che il ragazzo era morto a casa dei Ciontoli. In ogni caso la donna non ha rivelato le informazioni richieste: “Quella situazione mi sembrava strana, mi ricordo di aver risposto al messaggio dicendo che mi dispiaceva, ma che non potevo bussare per sapere i nomi. Da allora io non li ho più sentiti e ho anche cancellato il numero di telefono”.