Bologna, Guardia di Finanza sequestra 150 milioni di euro a Bio-on

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Maxi sequestro da parte della Guardia di Finanza – FOTO: viagginews.com

Bio-on sotto inchiesta per le manovre economico finanziarie risultate non veritiere. 150 milioni di euro a sequestro. 

Vertici della Bio-on finiscono sotto chiave. I reati imputati ad alcune figure di rilievo della società sarebbero quelli di false comunicazioni sociali da parte di una società quotata e manipolazione del mercato. La bio-on è una società bolognese che opera nel settore delle bioplastiche e a finire nel mirino è il presidente del Cda, Marco Astorri, ai domiciliari. Nell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza, sarebbero stati posti a sequestro 150 milioni di euro, somma pari al valore del profitto dei reati commessi. Bologna, Guardia di Finanza sequestra 150 milioni di euro a Bio-on. Misure interdittive invece per il  vicepresidente, Guido Cicognani, e il presidente del collegio sindacale, Gianfranco Capodaglio; a questi è stato imposto il divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche.

Bio-on, anomalie finanziarie nella società bolognese

La Gdf del nucleo di polizia economico finanziaria nell’operazione Plastic Bubbles ha tenuto sotto controllo l’andamento delle contrattazioni in Borsa, nel segmento Aim, per quanto concerne le maggiori aziende operanti nel bolognese nel settore in questione. La forte anomalia della Bio-on è stata evidenziata a seguito della pubblicazione di un report da parte del fondo americano Quintessential. In questo venivano messi in discussione i dati contabili e quindi la vita finanziaria florida della società. Tal fattori furono evidenziati perché nel controllo dei bilanci si evidenziarono delle irregolarità in riferimento alla formazione degli stessi e all’informazione societaria riportata al mercato, con particolare riferimento ai ricavi ed al livello di produzione dichiarati dalla società bolognese.

Le irregolarità

Le irregolarità venute fuori dal report sopracitato in merito alla vita finanziaria della Bio-on sono venute fuori in ambito di un’indagine della GdF. La capacità produttiva di bio-polimeri dell’impianto di Castel San Pietro, veniva rappresentata come di mille tonnellate l’anno, ma dall’inizio del 2019 ad oggi si attestavano circa 19 tonnellate. Gran parte dei ricavi iscritti nei bilanci della società dal 2015 al 2018 non sarebbe pertanto risultata reale, soprattutto per quanto riguarda le tempistiche e modalità di realizzazione e parte dei ricavi generati da cessioni di licenze nei confronti di due joint venture contabilizzate nel 2018.
“Credo che si sia doverosamente intervenuti proprio per quella garanzia e tranquillità del mercato, per evitare che potesse esplodere con effetti ancora piu’ devastanti una bolla economica che certamente avrebbe arrecato ancora maggiori danni”. Questo quanto dichiarato dal Gip di Bologna. “Volevamo garantire una informazione corretta e puntuale su un mercato aperto ai risparmiatori, per evitare investimenti drogati da informazioni improvvidamente o capziosamente rappresentate”. Anche la Borsa Italiana ha annunciato che i titoli di Bio-on sono sospesi dalle negoziazioni e che “seguiranno comunicazioni”.

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