Mal di schiena, 39enne si opera di ernia e resta paralizzato

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Forti mal di schiena lo portano ad operarsi ma finisce molto male FOTO viagginews

Un uomo soffriva di terribili mal di schiena e l’operazione che avrebbe dovuto condurlo alla guarigione ha avuto invece un esito drammatico. Si indaga per malasanità.

Il mal di schiena di cui soffriva era diventato insopportabile. Colpa di una fastidiosissima ernia che non gli dava pace. Perciò, allo scopo di porre fine al suo tormento fisico, un uomo di 39 anni aveva deciso di sottoporsi ad un intervento chirurgico mirato. Doveva essere una operazione relativamente semplice, “un intervento di routine”, come gli avevano detto i medici dell’ospedale ‘Sacro Cuore Don Calabria’ di Negrar, in provincia di Verona. Ma anziché vedere svanire quel terribile mal di schiena, le cose per la persona in questione sono diventate assai più drammatiche. A seguito dell’operazione infatti non è più riuscito a camminare, restando paralizzato per sempre. L’entrata in sala operatoria avvenne il 6 marzo 2018, ma anziché uscire dal nosocomio all’indomani per tornare a casa e riprendere la propria vita con una qualità migliore dal punto di vista fisico, il 39enne era dovuto restare in ospedale per molti altri mesi.

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Mal di schiena, si indaga per malasanità

Ed alla fine a casa ci è tornato, ma in sedia a rotelle. Per questo che sembra proprio essere un eclatante caso di malasanità adesso 5 medici hanno ricevuto un avviso di garanzia. Il paziente lavorava come giardiniere, ma l’incidente che lo ha colpito ha fatto si che perdesse il posto. E cosa più importante, non potrà più condurre una vita normale come era sempre stato in precedenza. Dopo la notizia che i medici che lo operarono risultano indagati, ci sarà molto probabilmente un processo. A questo epilogo dovrebbero infatti condurre delle perizie attualmente in corso di realizzazione e che sono state disposte allo scopo di portare alla luce eventuali mancanze e responsabilità da parte del personale sanitario del ‘Sacro Cuore Don Calabria’. La disposizione giunge dal Tribunale di Verona.