Agrigento, maltrattamenti choc a disabile: in manette i 2 tutori

La vittima delle sevizie, un ragazzo disabile, sarebbe stato tenuto segregato con catene ai piedi. Arrestati i due coniugi suoi tutori. 

Dietro la “facciata” di bravi tutori, torturavano il ragazzo disabile che era stato affidato loro. La verità è venuta fuori quando la coppia è stata “beccata” mentre teneva il giovane legato con catene ai piedi. La segregazione e i maltrattamenti, a quanto pare, duravano intere settimane. Questa la storia choc che arriva da Naro, provincia di Agrigento, dove nelle scorse ore sono state arrestate le due persone che avevano legalmente la responsabilità del giovane con problemi psichici.

Questo l’incredibile epilogo di un’inchiesta condotta dai Carabinieri e coordinata dal procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio e dalla sostituta Gloria Andreoli, dopo alcune segnalazioni da parte di alcuni vicini e conoscenti dei due aguzzini Gli investigatori hanno installato diverse telecamere nascoste nella casa dei coniugi sospettati e, dopo un lungo lavoro di pedinamenti e intercettazioni, sono finalmente riusciti a ricostruire l’intera, drammatica serie di abusi cui era sottoposto il ragazzo.

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Il dramma di un ragazzo disabile vittima di chi avrebbe dovuto tutelarlo

Il calvario del giovane disabile si è protratto probabilmente per mesi senza che lui, disabile affetto da disturbi psichici, potesse ribellarsi o chiedere aiuto. Il poveretto era soggetto a continue vessazione e la sua malattia non faceva che peggiorare ulteriormente la situazione. Per i due coniugi ora l’accusa, formulata dalla Procura di Agrigento, è di maltrattamenti e sequestro di persona.

“Ho appena appreso la notizia dell’arresto di due coniugi accusati di avere tenuto incatenato un giovane disabile – ha intanto commentato il sindaco di Naro Maria Grazia Brandara -. Una vergogna che ferisce la nostra comunità e sono certa di parlare a nome di tutti i miei concittadini. Sono comportamenti inqualificabili, esecrabili e meschini”. Resta da capire, tra le altre cose, il perché di tanta codarda cattiveria nei confronti di una persona indifesa (e purtroppo non è un caso isolato).

EDS