Carla Cenacchi, chi è: età, carriera, storia personale e vita privata

Conosciamo meglio Carla Cenacchi, la donna arrivata in Perù nel 1953 per esportare la cucina bolognese: ecco tutte le curiosità 

Carla Cenacchi

Carla Cenacchi nasce a Pontecchio Marconi. Nel marco del 1953 arriva in Perù attraversando due oceani e il canale di Panama per raggiungere l’amore della sua vita che aveva sposato qualche mese prima. Il matrimonio era stato fatto per procura visto che la sposa non raggiungeva la maggiore età dei 21 anni come per legge. Il suo viaggio per mare sulla “Antoniotto Usodimare” dura 29 giorni, con partenza da Genova e sbarco al porto di Callao. Resta in contatto con sua moglie con lettere-ricette, attraverso le quali apprende a fare il ragù, le polpette, il polpettone, la minestra di fagioli, le pesche ripiene, l’arrosto al latte. Carla lavorerà in una scuola italiana nella zona del porto, mentre il marito insegnerà nel Collegio Salesiano. Successivamente si trasferiscono nella Sierra, a Huaraz, in un’azienda agricola con migliaia di pecore Merinos: mentre lui amplia le conoscenze in campo agricolo, lei ha modo di insegnare l’italiano ai “cholitos”, i figli degli operai.

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Chi è Carla Cenacchi: carriera

Dopo diverse esperienze accumulate la coppia decide di aprire un locale a Lima esportando la cucina bolognese: “La Trattoria Italia“. Da anni è un punto di riferimento a partire dal caffè e dal  cappuccino.

 

In un’intervista a Bologna Connect ha svelato: “All’inizio c’erano praticamente solo le ambasciate per i documenti, poi si formarono le associazioni regionali che ci aiutavano a farci sentire un po’ come nella nostra madrepatria. Nella mia esperienza di emigrata, ho sempre trovato gente disponibile ed ospitale. Ricordo che per comunicare con Bologna, i tempi erano molto lunghi, la posta era lenta, poiché le lettere attraversavano l’oceano via nave, quindi occorreva un mese prima che arrivassero a destinazione, ed un altro mese per attendere la risposta. Una bella differenza con la comunicazione di oggi”. Poi ha aggiunto: “Io sono diventata radioamatrice, e questa è stata una fortuna. All’inizio, pensare di dover imparare ad usare la radio mi intimoriva. Qualcuno però mi disse: “sai usare il ferro da stiro?” Ovviamente la mia risposta fu: Sì! “Sai forse cosa c’è dentro e come funziona? No! Puoi però usarlo comunque.” E fu così che i miei timori scomparvero! La radio ha cambiato tantissimo la mia vita: allora il telefono costava molto, e non ci si poteva permettere di usarlo per scambiare due chiacchiere come è naturale oggi. Con la radio, invece, si poteva parlare a lungo: a Lima mi conoscevano come Mamma Radio, sapendo che potevo mettere in contatto genitori e figli attraverso la radio”.