Luca Sacchi: i tanti punti oscuri del delitto della Capitale

Ancora molti aspetti non sono chiari nell’omicidio di Luca Sacchi: i tanti punti oscuri del delitto della Capitale, in cui ha perso la vita un 25enne.

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Ci sono diverse cose che non tornano nell’inchiesta per il delitto di Luca Sacchi, il ragazzo di 25 anni ferito alla testa dopo aver provato a sventare una rapina e difeso la sua fidanzata. Versioni differenti, affermazioni di un certo tipo fatte dalle autorità, l’arma del delitto. Tanti gli elementi che a distanza di oltre 48 ore dall’agguato davanti al pub John Cabot vanno chiariti.

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Cosa sappiamo finora dell’omicidio di Luca Sacchi e quali tasselli mancano

Per l’omicidio sono stati fermati Valerio Del Grosso e Paolo Pirino. Decisiva la testimonianza della mamma di uno dei due 21enni, la quale preoccupata dagli atteggiamenti del figlio, si è recata in un commissariato accompagnata dall’altro figlio. I due complici dovranno chiarire molte cose. Innanzitutto, se è vero che dietro l’accaduto ci sarebbe stato un tentativo di compravendita di droga. Il capo della polizia Franco Gabrielli ha spiegato che “non è una semplice storia di scippo”. Anche stando a quanto emerge dalla Procura ci sarebbero elementi poco chiari.

Da parte sua, la fidanzata di Luca Sacchi sostiene la tesi dello scippo, ma non solo. Anche la famiglia del giovane ucciso sottolinea come il figlio mai avrebbe fatto uso di sostanze stupefacenti. Sembra poi che – pur abitando in 2 quartieri diversi – la vittima e i due complici dell’omicidio si conoscessero. Manca infine l’arma del delitto, non ritrovata né nel residence in cui è stato preso Valerio Del Grosso, né sulla terrazza in cui è stato i carabinieri hanno rintracciato Paolo Pirino. A quanto pare, potrebbe essere un revolver.