Chi è Fabio Miradossa, lo spacciatore di Marco Pantani che gli diede la droga

Chi è Fabio Miradossa, lo spacciatore di Marco Pantani che gli diede la droga. L’uomo nega però responsabilità nella sua morte.

La morte dell’indimenticabile ciclista Marco Pantani è legata indissolubilmente alla figura di Fabio Miradossa. E’ lui lo spacciatore che vendette l’ultima dose di droga risultata purtroppo fatale al campione delle due ruote. Conosciamolo più da vicino.

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L’identikit di Fabio Miradossa

La morte di Marco Pantani continua a essere avvolta dal mistero, con nuove testimonianze e nuovi riscontri che potrebbero riaprire il caso e i media che continuano a produrre inchieste alla ricerca della verità.

Tra tanti dubbi, una certezza è sicuramente il coinvolgimento nella tragica vicenda di Fabio Miradossa, il pusher che diede al ciclista pirata la droga che gli costò la vita. A questo proposito, una nuova inchiesta della Iene punta l’attenzione proprio su Miradossa e getta ombre su alcune contraddizioni che le verità processuali non hanno mai chiarito.

Come noto, la procura di Rimini di fatto ha chiuso il caso con l’archiviazione per overdose e i patteggiamenti degli spacciatori, lo stesso Miradossa e Ciro Veneruso (quest’ultimo portò a Marco Pantani la dose letale). Ma la signora Tonina, la madre del ciclista, a tanti anni dalla scomparsa dell’amato Marco ribadisce: ”Conoscevo molto bene le sue abitudini. Da subito ho detto ‘me l’hanno ammazzato’, e ne sono ancora più convinta. La mia battaglia continua per la verità. Spero si riaprano le indagini”.

Quanto a Miradossa, oggi è un uomo che vuole dimenticare. “Voglio dimenticare questa storia”, ha per giustificare i suoi vuoti di memoria, di fronte alle domande del pubblico ministero sui legami con Marco Pantani e, soprattutto, con il pusher Carlino, col quale all’epoca dei fatti divideva l’appartamento vicino al Residence Le Rose dove il campione morì quel maledettto 14 febbraio del 2004.

Miradossa ha raccontato che conobbe Pantani al “Pineta” di Milano Marittima, ma ha sempre negato di avergli offerto la fatale “strisciata” di cocaina. Ha solo ammesso di averlo rifornito in qualche occasione, anche se le sue richieste “non erano alla mia portata”. Perché Pantani – a suo dire – ne chiedeva tanta e lui non trattava quelle quantità. In ogni caso, Fabio Miradossa è sicuro che “Marco non è morto per questo, è stato ucciso”.

“Marco non è morto per cocaina – sostiene Miradossa -. Marco è stato ucciso. Magari chi l’ha ucciso non voleva farlo, ma è stato ucciso. Non so perché all’epoca giudici, Polizia e Carabinieri non siano andati a fondo. Hanno detto che Marco era in preda del delirio per gli stupefacenti, ma io sono convinto che Marco quando è stato ucciso, quando è stato ucciso, era lucido. Marco è stato al Touring, ha consumato lì e quando è ritornato allo Chalet [il Residence Le Rose]. Marco era lucido…”.

EDS