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Insulti e maltrattamenti all’asilo nonostante le telecamere: “Stupidi, ammazzatevi pure”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:29
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Insulti e maltrattamenti all’asilo nonostante le telecamere: “Stupidi, ammazzatevi pure”. 

molestie asilo

Erano state installate le telecamere e le maestre avevano smesso di mettere le mani addosso ai bambini, ma non avevano fatto i conti con la registrazione audio e così non avevano cambiato le loro abitudini di insultare  e vessare pesantemente i bambini. I fatti gravissimi sono accaduti in un asilo di Cesano Maderno (Monza), la scuola dell’infanzia Calastri.

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L’asilo degli orrori, arrestate due maestre

La Procura di Monza aveva fatto installare le telecamere nascoste con la sicurezza che in quell’asilo avvenissero maltrattamenti e botte nei confronti dei bambini. In qualche modo le maestre se ne erano accorte o lo erano venute a sapere, ma erano convinte che venisse ripreso solo il video e non ci fosse anche l’audio. Così gli inquirenti hanno potuto sentire frasi come queste: ” «Io li guardo che si ammazzano, non me ne frega un c…, dare tutte queste energie a questi pezzi di m…, che poi chi è l’insegnante perfetto? Questi non ascoltano, spingono, non sono mica Santa Maria Teresa di Calcutta”. E poi ancora: “Prova a alzarti e vedrai cosa succede, stai seduto o sono guai, sciocco bambino che non sei altro, non giocherai per una settimana devi tacere, vedi di muoverti a colorare se no so guai, non ridere, chiudi quella bocca stai seduto: dovresti solo piangere”. Poi insulti come “capre, cacche molli”. In quell’asilo le maestre erano solite prendere a sberle i bambini anche e soprattutto sulla testa. Poi c’erano dei folli castighi come quello della sedia della riflessione sulla quale alcuni bambini venivano costretti a stare seduti anche per più di tre ore consecutive. Le telecamere hanno ripreso un bimbo incastrato a quella sedia anche con un tavolino spinto contro il petto che lo costringeva a non muoversi. Per tutto questo sono indagate due maestre di 53  e 54 anni. L’indagine era nata dalla segnalazione di alcuni genitori che avevano notato comportamenti assurdi dei figli che in qualche modo riproponevano a casa le follie di quelle maestre.