Le sorelle Giudicessa colpiscono ancora: stavolta il reato è gravissimo

Alessandra e Valentina Giudicessa sono di nuovo nei guai con la legge, accusate di indebito utilizzo della carta di credito e furto aggravato. 

Nel luglio 2018 Alessandra e Valentina Giudicessa erano state accusate di furto da una profumeria di Roma, mentre a febbraio di quest’anno sono state arrestate perché, a quanto pare, il 13 dicembre 2018 avevano rubato 18 abiti per un valore complessivo di quasi 5.000 euro. Ora le “gemelle soap opera”, meglio note come le “cugine di Paola Cortellesi“, sono finite nuovamente nei guai: devono rispondere dell’accusa di indebito utilizzo della carta di credito e furto aggravato.

Secondo quanto riporta Il Messaggero, le due si trovavano all’Eurospin di via dell’Acquafredda a Roma quando una di loro ha distratto un’anziana signora, consentendo così all’altra di rovistare nella borsa della malcapitata e di rubare la sua carta di credito. Poi, una volta uscite dal supermercato, sarebbero riuscite a spendere ben 1367 euro in un solo pomeriggio. Dopo lunghe indagini, la Polizia le ha formalmente accusate.

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Un altro “colpaccio” delle sorelle Giudicessa

Stavolta le sorelle Giudicessa l’hanno combinata davvero grossa. Ma a quanto pare l’impulso ad accaparrarsi di beni altrui è più forte di loro. All’epoca del furto nella profumeria del quartiere Testaccio i Carabinieri della stazione Aventino riferirono che le due attrici avevano rubato due profumi Creed per un valore di circa 500 euro. Il proprietario del negozio aveva subito allertato le forze dell’ordine e presentato denuncia. A incastrarle anche le immagini delle telecamere di sorveglianza che, secondo i militari dell’Arma, non lasciavano spazio a dubbi. La refurtiva era stata recuperata poco dopo e riconsegnata ai proprietari della profumeria.

Le gemelle, però, continuano a negare ogni addebito: “Non è andata così, non c’è niente di fondato. E’ vero, siamo andate in quel negozio. Al proprietario sono mancate delle cose e ha accusato noi, ma non ci sono prove. Comunque adesso abbiamo l’avvocato”. E pazienza se i flaconi mancanti, dunque il corpo del reato, sono stati ritrovati a casa loro. Un “film” che ora è destinato a ripetersi…

EDS