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Monte dei Paschi, la sentenza dei giudici di Siena: “Nessuna truffa”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:58
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mps sentenza giudiciA distanza di 90 giorni dall’assoluzione di tuti gli imputati sulla presunta attività finanziaria illecita tra Mps e Enigma, i giudici motivano la decisione spiegando che non sono emerse prove dalle investigazioni.

Lo scorso 16 luglio il Tribunale di Siena aveva assolto gli imputati del processo sulla “banda del 5%” poiché il fatto non sussisteva. La pubblica accusa, infatti, aveva accusato di truffa finanziaria ai danni del Monte dei Paschi di Siena, l’ex capo dell’area finanza del Mps Gianluca Baldassarri ed il responsabile trading Alessandro Toccafondi. Indagati anche i fondatori dell’agenzia italo-britannica Enigma Maurizio Fabris, Fabrizio Cerasani e David Ionni.

L’impianto accusatorio, infatti, si ergeva sulla supposizione che le continue compravendite tra l’area finanziaria dell’istituto bancario e il broker britannico servissero a lucrare denaro in favore degli imputati e arrecare danno alla banca. Le accuse sono contenute nelle 40 pagine di documenti depositati in tribunale dal collegio giudicante. In queste si parla di una serie di truffe in favore di Enigma e a sicuro danno del Mps.

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Le motivazioni della sentenza dei giudici di Siena

Sebbene l’analisi investigativa del pubblico ministero si basasse su un’ipotesi affascinante, nel corso delle indagini e del processo non sono state prodotte prove. Proprio la mancanza di elementi concreti che dimostrassero le accuse, dunque, è la motivazione alla base del proscioglimento degli indagati. Nelle motivazioni pubblicate il 16 ottobre infatti si legge: “La ricostruzione operata dal pubblico ministero si è arrestata ad un suggestivo spunto investigativo”. E ancora: “che si è arrestato a tale stadio preliminare e non si è mai evoluto nella dimostrazione dell’esistenza di un’associazione a delinquere”. Inoltre viene aggiunto: “perché dalle prove utilizzabili per la decisione non si rinviene alcuna traccia degli elementi costitutivi del delitto”.

Nel documento, i giudici sottolineano più volte l’inconsistenza della tesi accusatoria. Ad esempio si legge: “Le modalità truffaldine con le quali i vantaggi di Enigma e il danno di Bmps sono stati ottenuti non sono però descritte dal pubblico ministero”. Non ci sono prove inoltre del coinvolgimento di Baldassarri nelle operazioni finanziarie. Inoltre c’è una testimonianza che lo scagiona del tutto, quella del dirigente Mps Sanna.