13 morti sul ring ogni anno: allarme dopo la morte di Patrick Day

13 morti sul ring ogni anno, i dati choc sulla boxe: allarme dopo la morte di Patrick Day avvenuta dopo alcuni giorni di agonia.

Patrick Day pugile morto
(Getty Images)

Dopo la morte di Patrick Day, viene lanciato l’allarme sull’annosa questione dei decessi nella boxe. I dati diffusi in queste ore mettono i brividi: tra il 1890 e il 2011, si stima che 1.604 pugili siano morti a causa delle ferite riportate sul ring. Questo significa una media di 13 morti ogni anno. Insomma, il 27enne pugile americano Patrick Day, morto quattro giorni dopo aver riportato ferite alla testa in una rissa con il suo connazionale, Charles Conwell, è solo l’ultima vittima di questo sport.

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Morti sul ring nel 2019: il caso Patrick Day e gli altri

Patrick Day è la quarta morte registrata nel pugilato nel 2019 che è arrivata come conseguenza diretta delle lesioni subite sul ring. A settembre, il 21enne bulgaro Boris Stanchov è morto combattendo un incontro in Albania. A luglio, due pugili sono morti in pochi giorni. Il russo Maxim Dadashev, 28 anni, è morto il 23 luglio, quattro giorni dopo il suo combattimento in Maryland; Hugo Alfredo Santillán, un argentino di 23 anni, è morto il 25 luglio, cinque giorni dopo il collasso alla fine di un combattimento a Buenos Aires. In entrambi i casi combattevano nella categoria pesi leggeri.

Oltre a questi quattro incidenti mortali, altri cinque pugili sono stati portati d’urgenza in ospedale a causa delle lesioni subite sul ring e hanno dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico per rimuovere i coaguli di sangue nel cervello. Le morti e le ferite gravi che si verificano nella boxe spesso portano a chiedere a gran voce che lo sport venga bandito. Bisogna dire che la sicurezza in questo sport è comunque aumentata. Al suo apice, ci furono 233 morti legate alla boxe negli anni ’20, mentre sono scesi a 103 negli anni 2000. Per la gran parte, si tratta di decessi avvenuti in circostanze particolari.