Sissy Trovato Mazza: chiesta l’archiviazione, la famiglia si oppone

Sissy Trovato MazzaIn seguito alle indagini svolte sul caso Sissy Trovato Mazza, il pm ha chiesto l’archiviazione per mancanza di prove di un possibile omicidio.

Nel gennaio del 2016, Sissy Trovato Mazza, agente penitenziario calabrese di servizio a Venezia, è finita in ospedale dopo aver ricevuto un colpo d’arma da fuoco alla testa. Per 3 anni l’agente è stata ospedalizzata, senza che le cure riuscissero a migliorare la sua condizione di salute, poi, ad inizio 2019, è deceduta. In seguito alla morte di Sissy è stata aperta un’indagine tesa ad escludere che il colpo d’arma da fuoco, partito dalla sua pistola di ordinanza, non fosse stato esploso da qualcun altro.

Gli investigatori hanno analizzato l’arma, riscontrando che non c’erano tracce di sangue. Questo indizio portava a pensare che la pistola non fosse puntata direttamente sul corpo e dunque che ci fosse la possibilità di un omicidio. Ciò nonostante nei casi di suicidio, solo il 70% delle volte rimangono tracce ematiche. Sissy pertanto potrebbe rientrare nel restante 30% della casistica. Inoltre le analisi su tabulati telefonici e computer, non hanno indicato piste concrete.

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Il pm chiede l’archiviazione del caso Sissy Trovato Mazza: “Non è omicidio”

In base a quanto emerso dalle indagini il pm incaricato dell’indagine, Elisabetta Spigarelli, è convinto che Sissy Trovato Mazza si sia suicidata. In mancanza di prove che dimostrino il contrario, dunque, ha chiesto che l’indagine venga archiviata come suicidio. La decisione non è andata giù alla famiglia della ragazza, decisa a continuare le indagini per trovare il presunto colpevole della morte di Sissy.

Già da tempo i familiari stavano lavorando con esperti, periti e avvocati al fine di trovare elementi che permettessero di continuare l’investigazione. Nei prossimi giorni i legali della famiglia Trovato Mazza presenteranno al giudice i documenti e le prove raccolte in questi mesi, al fine di opporsi all’archiviazione del caso. A spiegarlo è stato l’avvocato Girolamo Albanese che a ‘Fanpage‘ ha detto: “Ci riuniremo in questi giorni per fare il punto sulla situazione e stabiliremo la nostra linea. Non ci arrendiamo”.