Chi è Francesco Bianconi: età, carriera e vita privata del frontman dei Baustelle

Conosciamo meglio Francesco Bianconi, il frontman dei Baustelle: ecco tutte le curiosità sulla sua carriera e sulla vita privata

Francesco Bianconi chi è
Getty Images

Francesco Bianconi nasce a Montepulciano il 25 maggio 1973. Frequenta il Liceo Scientifico “Antonio da Sangallo” a Montepulciano; poi si trasferisce a Siena per gli studi universitari in Scienze della comunicazione, dove si laurea in Semiotica delle arti, con Omar Calabrese, con una tesi su “Arte e sigle tv”. Successivamente forma con Claudio Brasini, Rachele Bastreghi, Mirko Cappelli, Michele Angiolini e Fabrizio Massara il primo embrione dei Baustelle. Nel 2000 Bianconi si trasferisce a Milano per lavorare come giornalista per una rivista di botanica-giardinaggio e successivamente con altri giornali. Dopo tre anni iene pubblicato il secondo album, La moda del lento. Nello stesso anno, insieme a Rachele Bastreghi, partecipa ai cori dell’album La verità sul tennis dei Virginiana Miller. Nel frattempo, inoltre, è anche autore di brani per altri artisti collaborando con Syria nella canzone Bonnie & Clyde  e con Irene Grandi con il brano Bruci la città. Ha scritto per Paola Turci e Noemi, ed è sua la colonna sonora del film Giulia non esce la sera del 2009 di Giuseppe Piccioni con Valerio Mastandrea e Valeria Golino. Per Irene Grandi ha scritto anche La cometa di Halley, canzone presentata al Festival di Sanremo 2010. Nel 2009 collabora con i Perturbazione nella canzone Sobborghi, contenuta nella raccolta Le città viste dal basso.

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Chi è Francesco Bianconi: vita privata

Ha una figlia di nome Anna, nata il 5 aprile del 2013. Inoltre, la sua compagna lo ha lasciato nel 2016. In un’intervista a Vanity Fair ha svelato il rapporto con sua figlia: “Dare senza avere la pretesa di avere qualcosa in cambio. Non so se mi riesce. Sei lì, la metti a letto, “buonanotte, ti voglio bene”. Se lei sta zitta, tu pensi: però, adesso, sarebbe bello se dicesse ‘ti voglio bene anche io, papà'”.