Home News Bara si apre durante il funerale, la vedova affranta: “Quell’immagine mi perseguita”

Bara si apre durante il funerale, la vedova affranta: “Quell’immagine mi perseguita”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:26
CONDIVIDI

denuncia vedova affrantaUna vedova affranta per la morte del marito ha fatto causa all’agenzia di pompe funebri quando la bara del marito si è aperta durante la sepoltura.

Quattro anni dopo la morte del marito, Debbie Swales è ancora perseguitata dal giorno del suo funerale. La vedova infatti ha dovuto assistere ad un terribile incidente durante la sepoltura del marito. Gli uomini incaricati di calare la bara nella fossa hanno perso la presa e la bara è precipitata aprendosi dinnanzi ai 400 presenti in lutto. Dopo l’accaduto questi sono scappati dal luogo della sepoltura, lasciando i familiari basiti. Se la moglie è scoppiata a piangere, i figli sono saltati dentro la fossa ed hanno chiuso la bara.

Intervistata dal ‘Sun‘, la donna spiega: “Sono scoppiata a piangere. Il coperchio si è letteralmente spaccato e i bambini sono saltati dentro la tomba per richiuderlo”. La donna non è arrabbiata per l’incidente, ma per come si è verificato e per il comportamento degli uomini dell’agenzia funebre. Al giornale infatti spiega: “Avevamo pagato un extra per una bara  in quercia che fosse solida e con delle maniglie d’oro. Si è scoperto che era una in finta quercia e si è spaccata quando è caduta”.

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Vedova affranta: “Voglio solo giustizia per mio marito”

Dopo l’accaduto la donna ha deciso di organizzare un secondo funerale con un’altra agenzia funebre. Al contempo ha presentato le proprie rimostranze a quella precedente chiedendo il rimborso e delle scuse. In un primo momento il proprietario dell’agenzia si è rifiutato di rimborsarla, ma dopo la denuncia in tribunale è stato costretto a risarcirla. Il giudice gli ha infatti imposto di pagare 136.500 sterline, ma tra spese legali e spese per il secondo funerale sono rimaste 47.000.

Debbie ritiene che la cifra non ripaghi il dolore causato da quell’errore, ma soprattutto si lamenta perché il direttore dell’agenzia non ha voluto porgerle delle scuse. Nell’intervista infatti dice: “Tutto ciò che volevo era giustizia per mio marito. Non c’è stata e non ci sarà a livello monetario. Ma la mia famiglia è passata per l’inferno in questi 4 anni e Clack Peterson (il direttore dell’agenzia funebre) deve capire cosa ci ha fatto passare”.