Lecco, assolto l’immigrato che pestò due donne senza motivo: ecco perché

Manaf Abuel Cocobissi, l’immigrato togolese che ha preso a pugni due donne nel sottopasso della stazione di Lecco, è stato giudicato “incapace d’intendere e di volere”. 

Appena un mese fa, Manaf Abuel Cocobissi, un immigrato togolese di 24 anni, ha preso a pugni due donne nel sottopasso della stazione ferroviaria di Lecco. Il motivo della barbara aggressione? Nessuno. Sta di fatto che le due vittime (una 18enne e una 56enne, entrambe italiane) ne sono uscite parecchio malconce, vista anche la stazza dell’autore del vile gesto. Il quale era poi stato raggiunto e tratto in arresto dalla Polfer, che l’ha trovato alla fermata dell’autobus, come se nulla fosse accaduto.

Il risvolto più inatteso della vicenda,però, è arrivato solo poche ore fa: il tribunale ha assolto l’aggressore ritenendolo “incapace d’intendere e di volere”. Sottoposto a perizia psichiatrica, l’immigrato è stato dichiarato non imputabile per totale vizio di mente. Per questo motivo il 24enne togolese verrà presto trasferito nell’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, dove rimarrà internato per due anni.

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Il polverone sollevato dal caso di Lecco

Come molti di voi ricorderanno, l’aggressione dello scorso settembre aveva suscitato molto scalpore: la scena era stata ripresa in tutta la sua brutalità dalle telecamere a circuito chiuso della stazione di Lecco e il video aveva poi fatto il giro del web, diventando ben presto virale. Ciò nonostante, solo due giorni dopo il togolese era uscito dal carcere per essere posto agli arresti domiciliari, sollevando le vive proteste diversi esponenti politici (tra cui Giorgia Meloni) e del sindacato di Polizia Sulp, che parlò di uno “schiaffo morale a chi tutti i giorni si alza al mattino per adempiere al giuramento e al senso del dovere”. Ora il colpo di scena – l’assoluzione dell’immigrato togolese, appunto, peraltro già noto alle forze dell’ordine per svariati reati – che farà ulteriormente discutere.

Intanto ii cognato del 24enne togolese ha rilasciato alcune dichiarazioni a proposito del suo stato mentale: “Non è un problema che riguarda solo Manaf – ha detto – ma tutte le persone che soffrono un problema come il suo. Queste lacune diventano un problema sociale, non solo per la famiglia del paziente, ma anche per altre persone che ci vanno di mezzo, come è successo a queste due donne. Si insiste sulla sicurezza della stazione, ma nessuno sta affrontando il problema reale di quello che è accaduto”. Altra benzina sul fuoco delle polemiche…

EDS