Roberta Pedon, chi è: età, storia e vita della viaggiatrice veneziana

Negli anni ’70 Roberta Pedon ha attraversato in perfetto stile hippy l’Europa e l’Asia. Ecco tutto quel che c’è da sapere su di lei. 

Se c’è una donna che incarna alla perfezione lo spirito di avventura e libertà e lo stile hippy dei primi anni ’70, è sicuramente Roberta Pedon. Una donna che ha fatto e continua a far parlare di sé per un lungo viaggio fatto al fianco di alcuni amici e a bordo di un’auto scassata con cui ha attraversato Europa e Asia, filmando il tutto con la sua piccola telecamera. Le sue immagini immortali raccontano Paesi straordinari come il Pakistan e l’India, congelati com’erano 50 anni fa, ma anche un pezzo importante della nostra storia e della nostra identità. Conosciamola più da vicino.

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L’identikit di Roberta Pedon

Roberta Pedon, veneziana, è nata nel 1952 e ha vissuto in pieno – e da protagonista – l’ondata del ’68. Nel suo diario “Oper Rekord” ha racconta il cosiddetto hippie trail, ovvero il viaggio via terra tra Londra e l’India, con meta finale Goa, paradiso dell’amore libero e delle droghe, che anche lei ha raggiunto dopo aver percorso mezzo mondo con altri 4 amici, “schiacciati” in una vecchia Opel con un  solo zainetto al seguito.

La sua è la fotografia di un’epoca, racchiusa già nell’abbigliamento dell’equipaggio: improbabili maglioni multicolori, scialli vintage, stivali di pitone, jeans attillatissimi con gli immancabili fiori, giacche di camoscio con le frange, e così via. Una testimonianza in presa diretta di una stagione psichedelica vissuta tra litigi, guasti al motore, incoscienza e sete avventura, con approdo finale nel bianco delle spiagge di Goa, in vecchie case coloniali piene di europei in fuga da tutto e da tutti, in una trasgressiva illusione di libertà assoluta.

“I full moon parties” scrive Roberta Pedon nel suo diario “erano diventati leggendari. Cominciavano al tramonto e finivano all’alba. Si faceva uso di una gran quantità di sostanze allucinogene per espandere la coscienza, si diceva, ma che spesso inducevano molti ad avere allucinazioni e a fare viaggi senza ritorno”.

L’avventura della viaggiatrice veneziana

Com’è cominciata l’avventura di Roberta Pedon? “Una mattina incontrammo Giuseppe. Stava organizzando un viaggio in India e cercava compagni con cui condividere spese e avventura”, ha raccontato lei stessa alla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale. L’allora 19enne non ci pensò due volte a dire di sì. Assieme a lei partiranno Maurizio, Loretta ed Enrico (poi si unì anche Nikla) il 25 gennaio del ’71, un giorno che segnerà una svolta nella loro vita di tutti.

All’epoca Roberta viveva a Londra da qualche mese e lavorava come commessa. Si era trasferita nella capitale inglese per migliorare la lingua, ma vi era rimasta anche per altri motivi, a partire da un grande amore per Enrico: “Mi innamorai perdutamente e andammo a vivere insieme, solo dopo qualche settimana”. Ed è proprio insieme a Enrico che Roberta rimase anche in seguito allo scioglimento del gruppo originale, provocato da un furibondo litigio. Ma i due furono costretti a ritornare a Bombay a causa di un furto di documenti e denaro, per poi rientrare in Italia con la morte nel cuore.

“Mi sentivo in trappola, come se tutto quel tempo vissuto non fosse stato altro che un sogno“, ha rivelato la Nostra col senno di poi. Non fosse stato per quel furto, chissà, la ragazza di allora forse non si sarebbe più voltata indietro. Ma quell’esperienza è rimasta scolpita nella mente e nel suo cuore, assieme alle immagini di tanti visi e tanti luoghi che non potrà mai più dimenticare.

EDS