Home News Giovani neet, in Italia numeri drammatici: il nostro Paese è il peggiore...

Giovani neet, in Italia numeri drammatici: il nostro Paese è il peggiore in Europa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:42
CONDIVIDI
Giovani neet Italia
In Italia i giovani neet sono troppi ed i numeri devono fare allarmare adesso FOTO viagginews

L’esercito dei giovani neet italiani ha raggiunto delle proporzioni spaventose: i ragazzi che stanno a casa senza fare niente sono un esercito.

Sono tantissimi i giovani neet in Italia. Si tratta dei ragazzi che non studiano e che non lavorano, alternandosi tra letto, divano ed il dolce far niente per tutto il giorno. La parola neet è un acronimo dall’inglese che riassume la frase not in education, employment or training. Ovvero “non a scuola né in formazione professionale“. Il nostro Paese sta conoscendo una crescita sempre più preoccupante di questo triste fenomeno sociale ed economico. Stando in base a quanto emerso dalla ricerca ‘Il silenzio dei Neet. Giovani in bilico tra rinuncia e desiderio’ che è stata realizzata dall’Unicef, c’è davvero da stare in apprensione per quello che sarà il futuro dell’Italia. Ben il 23,4% dei ragazzi con una età fra i 15 ed i 29 anni non va a scuola o all’università e non ha un lavoro. Quasi uno su quattro risulta inattivo. Si tratta di un esercito di 2 milioni e 116mila persone.

LEGGI ANCHE –> Ladro ucciso, condannato a 9 anni per eccesso di legittima difesa

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Giovani neet, numeri estremamente preoccupanti per l’Italia

E purtroppo l’Italia supera di parecchio la media in percentuale di presenza di giovani neet sul proprio territorio, rispetto al resto dell’Europa. Qui il valore si attesta sul 12,9%. Come è facile immaginare, in Italia è specialmente il Sud a fare da maglia nera, ed in particolare la Sicilia con il 38,6% del totale. Seguono Calabria (36,2%) e Campania (35,6%). Cifre praticamente dimezzate al Nord Italia, dove invece tale percentuale è più che dimezzata con una stima del 15,5% di ‘nullafacenti’. Chiaramente non tutti i neet sono quelli che se ne stanno a casa in un perenne tempo libero. Non mancano anche coloro che comunque si danno da fare in altre attività. Che però non sono proficue per lo sviluppo economico e sociale del Paese.

Il paradosso: in molti hanno diploma e laurea

La fascia di età maggiormente penalizzata è quella dei giovani fra i 25 ed i 29 anni di età (47%). Poi c’è quella 20-24 (38%) ed infine quella 15-19 (15%). Un pò a sorpresa però emerge un aspetto particolare. Ben il 49% dei neet possiede comunque un diploma, e non manca anche un 11% con in tasca una laurea. Segnale questo che lascia intendere come la colpa di questa situazione non sia solo ed esclusivamente di questi ragazzi. Sotto accusa è anche e soprattutto la mancanza cronica di opportunità che da sempre inficia certi territori e certe situazioni. Correlata in maniera stretta a questo aspetto c’è anche la altrettanto cronica fuga di cervelli. In Italia è difficile trovare un lavoro, meglio andare all’estero.