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Fumo, studio conferma: “Sia poco che molto fa male alla salute in egual misura”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:51
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fumare sigarette
Il fumare poco ed il farlo molto non hanno molte differenze e fanno entrambi male FOTO viagginews

Il fumo nuoce gravemente alla salute, la cosa è risaputa. Quel che non si sapeva è che non esiste differenza tra il poco ed il molto: è nocivo uguale.

Anche i fumatori occasionali, consumatori il più delle volte di sigarette leggere, danneggiano i loro polmoni quanto quelli più accaniti che invece consumano una media di due pacchetti al giorno. Lo rivela uno studio sul fumo della Columbia University che ribadisce di come anche fumare poco sia in realtà molto più rischioso di quanto si possa pensare. Queste affermazioni giungono al termine di una lunga analisi sulle funzioni polmonari di 25mila volontari. I soggetti di questa indagine erano sia fumatori occasionali che incalliti, che ex fumatori.

C’erano anche persone che non hanno mai toccato sigarette leggere, sigari, pipe ed altro, e che con il tabacco non sono mai entrati in contatto. I risultati hanno mostrato una preoccupante uguaglianza di valori tra chi fuma poco e chi invece tanto. Per cui questo studio afferma che fumare meno di 5 sigarette al giorno non è tanto diverso dal concedersene il doppio, il triplo o anche di più. Alla fine anche i fumatori ‘light’ perdono la stessa capacità di efficacia dei loro polmoni in un anno, rispetto ai fumatori incalliti. Per funzione polmonare si intende la quantità di aria che una persona può inspirare ed espirare.

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Fumo, cinque sigarette o due pacchetti al giorno fanno male allo stesso modo

Dai 20 anni di età in poi si riduce gradualmente in maniera naturale. La responsabile di questo studio, dottoressa Elizabeth Oelsner, ha dichiarato: “Fumare alcune sigarette al giorno è molto più rischioso di quanto molti pensino. La differenza nella perdita della funzionalità polmonare tra qualcuno che fuma cinque sigarette al giorno rispetto a due pacchetti quotidiani è relativamente piccola. Tutti dovrebbero essere fortemente incoraggiati a smettere col fumo, indipendentemente dal numero di sigarette al giorno ci si concede”. I risultati hanno anche dimostrato che il declino della funzione polmonare causato dal fumo non torna alla normalità, neppure dopo molto tempo dal momento in cui si smette. Gli ex fumatori vedono un declino della funzione di 1,57 ml all’anno e questo non ritorna a zero se non dopo una media di 30 anni, come sostenuto dai ricercatori.

I rischi sono molto elevati anche per i fumatori occasionali

La Oelsner ha dichiarato anche: “Esistono differenze anatomiche nel polmone che persistono per anni dopo che i fumatori hanno smesso. Anche l’attività genica finisce con l’essere alterata”. I risultati dello studio, che ha coinvolto decine di accademici di svariati enti ed istituzioni ufficiali, sono stati pubblicati sulla rivista specializzata di settore ‘The Lancet Respiratory Medicine’. In un avviso giunto separatamente, il team autore della ricerca sul fumo ha affermato pure che i fumatori ‘leggeri’ possono affrontare un rischio maggiore di contrarre malattie polmonari letali rispetto a quanto precedentemente previsto. I fumatori di sigarette incalliti  sono esposti da tempo al pericolo di contrarre una incurabile malattia polmonare ostruttiva cronica (BPCO). E come noto, il fumo è la più grande causa evitabile di cancro. Produce sostanze chimiche che causano almeno 15 diverse forme di questa malattia.

In tutto il mondo i fumatori ammontano ad un miliardo di persone

Le persone sono attratte dal fumo perché la nicotina può farle sentire bene. Ma è facile diventare dipendenti ed al tempo stesso molto difficile smettere una volta che questa diventa un’abitudine. Circa un miliardo di persone – principalmente uomini – in tutto il mondo hanno il vizio del fumo. I governi di diverse nazioni mondiali hanno intrapreso delle iniziative per scoraggiare i fumatori dall’accendersi delle bionde. Le avvertenze sanitarie sugli imballaggi sono diventate obbligatorie nel 2002, le pubblicità sono state vietate nel 2003 e fumare all’interno di numerosi locali pubblici è stato vietato già da una quindicina di anni in media. Eppure anche la consapevolezza di andare incontro a dei gravi rischi per la propria salute non basta a far smettere.