Taglio dei parlamentari: cos’è la riforma, come cambiano Camera e Senato

Il Taglio dei parlamentari diventa legge: cos’è la riforma voluta dal Movimento 5 Stelle, come cambiano Camera e Senato dopo il voto.

(ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Il taglio dei parlamentari è legge: favorevoli 553 deputati, contrari 14. Passa dunque a larghissima maggioranza la riforma voluta dal Movimento 5 Stelle e che sostanzialmente ha goduto di un ampio riconoscimento da parte del Parlamento italiano. La riforma è epocale: l’attuale composizione dei due rami del Parlamento risale infatti alla legge costituzionale approvata nel 1963.

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Cos’è la riforma del taglio dei Parlamentari

Nei primi 15 anni di Repubblica parlamentare, infatti, in Italia il numero dei rappresentanti nei due rami del Parlamento era mobile, mentre era fisso il rapporto con la popolazione. Vi erano infatti un deputato ogni 80mila abitanti e un senatore ogni 200mila. Solo nel 1963, appunto, si stabilì il numero di parlamentari in 630 deputati, con età minima per essere eletti di 25 anni, e 315 senatori con almeno 40 anni di età per far parte dell’elettorato passivo.

La riforma approvata oggi sfoltisce di oltre un terzo, ovvero del 36,5% il numero di parlamentari. Si passa dai 630 ai 400 deputati e dai 315 ai 200 senatori. Cambia anche l’attuale rapporto tra parlamentari e popolazione: si avranno un deputato ogni 151.201 votanti, contro gli attuali 96.006, e un senatore ogni 302.420 votanti, contro gli attuali 188.424. Il rapporto aumenta dunque rispettivamente del 57% e del 60%.

Come cambiano Camera e Senato: l’elezione del Presidente della Repubblica

Avremo così emicicli più vuoti, ma non solo. Infatti, cambieranno i rapporti di forza anche rispetto all’elezione del Presidente della Repubblica, sebbene i criteri restino immutati. La maggioranza qualificata, quella necessaria nei primi 3 scrutini, passa da 673 grandi elettori a 439. Quella assoluta scende da 505 a 330. Cambiano anche in maniera decisa i rapporti di forza tra il numero di elettori e agli eletti.

Attualmente, l’Italia ha infatti il numero di elettori più basso in relazione agli eletti rispetto ai grandi Paesi dell’Unione Europea. Con la riforma approvata oggi scavalca in solo colpo Francia, Germania e Spagna. Come ricordato, dalla prossima legislatura nel nostro Paese si avranno in media un deputato ogni 151mila abitanti, in Spagna sono uno ogni 133mila, in Germania e Francia uno ogni 116-117mila in media.