Cloe Grano, morta a 4 mesi, il papà accusa: “I medici l’hanno fatta morire tra atroci sofferenze”

Colpisce ancora ed è giusto non dimenticare la storia della povera Cloe Grano, morta a 4 mesi. Il papà lancia accuse gravi e ben precise. 

Cloe Grano

Dino Grano non accetta di far passare sotto silenzio quello che è accaduto alla sua bambina Cloe morta nel 2014 quando aveva solo 4 mesi di vita per una banale malattia.

Le accuse del papà di Cloe Grano

Dalle colonne del settimanale Giallo, Dino Grano lancia accuse pesanti: “Dobbiamo fare sapere a tutti che nel reparto di pediatria dell’ospedale di Cosenza ci sono degli assassini. Io non lotto solo per me, la mia battaglia è diventata collettiva. Lotto per la verità e per ottenere giustizia per la morte di mia figlia, ma anche perché quel che è capitato alla mia famiglia non accada a nessuno di voi e a nessuno dei vostri figli. Cloe è stata lasciata morire tra atroci sofferenze, nell’indifferenza generale, in un luogo in cui le persone dovrebbero essere curate e non lasciate morire”.

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Cosa è successo alla piccola Cloe Grano

La bambina il giorno di Pasquetta del 2014 si è sentita male. Nessuno dei medici che l’ha visitata si è reso conto che soffriva di invaginazione intestinale, il piegamento all’interno di una o più parti dell’intestino, una patologia piuttosto banale e abbastanza comune nei neonati che si presenta con sintomi come vomito, occlusione intestinale, dolore addominale e sangue nelle feci. La bambina era stata più volte visitata presso l’ospedale Annunziata di Cosenza ma nessuno l’aveva curato nel modo appropriato.

Al Pronto Soccorso i medici la dimisero subito diagnosticando un banale virus intestinale. Tornata a casa la bimba iniziò a peggiorare sempre di più con febbre e vomito. A quel punto il papà la riporta in ospedale dove le somministrano tachipirina e la rimandano nuovamente a casa. La situazione però precipita e Cloe torna una terza e poi una quarta volta in ospedale. Al quarto tentativo la piccola viene sottoposta a Tac, ma i medici anche con l’esame non vedono nulla. La bambina entra in coma e la famiglia decide di trasferirla al Santobono di Napoli. Qui i medici riconoscono subito il problema e fanno di tutto per salvarla, ma ormai è troppo tardi per Cloe. La bimba ha già seri danni al cervello e poco dopo muore.

Il processo, i medici assolti e il colpo di scena

Tre medici sono finiti sotto processo per questa vicenda, ma sono stati assolti. Poi però c’è stato il colpo di scena. Infatti nel depositare le motivazioni della sentenza che ha assolto uno dei dottori, il giudice ha trasmesso gli atti al pm affinché valuti la posizione di un altro medico che avrebbe effettuato un’ecografia a Cloe, un esame del quale non c’è più traccia. Gli avvocati della famiglia spiegano: “Sentito in sede di indagine aveva sempre negato di aver effettuato l’esame strumentale sulla piccola Cloe, ma viene clamorosamente smentito sia dalla collega imputata sua da due infermiere”. I sanitari testimoni avrebbero dichiarato che il medico avrebbe eseguito l’ecografia “ma non essendo l’immagine molto chiara, si decise di condurre la piccola al piano di sotto per eseguire la Tac. Avendo poi il radiologo scorto qualcosa che avrebbe astrattamente richiesto un possibile intervento chirurgico, invitava il collega a non annotare o refertare nulla poiché la piccola versava in condizioni critiche e pertanto nessuno voleva assumersi la responsabilità di intervenire su di lei”.