Poliziotti uccisi Trieste, Alejandro Meran alterna follia a lucidità: “Rischio fuga”

Poliziotti uccisi Trieste
Alejandro Meran poliziotti uccisi Trieste

Poliziotti uccisi Trieste, l’assassino Alejandro Meran, affetto da pesanti turbe mentali, a volte si dimostra lucido. Per questo ne è stato convalidato l’arresto.

Si chiama Alejandro Augusto Stephan Meran l’uomo responsabile della morte dei due poliziotti uccisi a Trieste. Un assalto perpetrato da questo giovane di 29 anni, originario della Repubblica Dominicana per parte di madre, ha provocato l’uccisione degli agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta. Alejandro lavorava come magazziniere ed abitava in un palazzo ottocentesco nel centro della città giuliana, in zona Barriera Vecchia. I vicini di casa lo hanno descritto come un uomo tranquillo, al pari del fratello. Eppure nella sua psiche covava forte una inesorabile malattia mentale, cosa ben nota ai suoi parenti che non lo lasciavano quasi mai da solo. A volte parlava da solo con il muro, e si infervorava nel farlo. L’assassino dei suoi poliziotti uccisi ha agito proprio perché si sentiva braccato dalle voci, come raccontato dalla madre disperata per quanto commesso da suo figlio. Ed affranta con le famiglie dei due poliziotti ammazzati.

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Poliziotti uccisi Trieste, Alejandro Meran alterna follia a lucidità

Il 29enne si era anche fatto curare in Germania, ma il disturbo mentale di cui soffre è stato più forte. Questo nonostante le medicine che prendeva regolarmente sembrassero funzionare. Betania, sua madre, dominicana residente da moltissimo tempo in Italia, ha confermato che la sera prima del duplice omicidio Alejandro “sentiva delle voci. Voci inquietanti. Mi chiedeva come potesse essere possibile che io non le udissi. Dicevano di volerlo ammazzare”. Dopo essere uscito, il giovane era tornato a casa con il motorino di un’altra persona. Presumibilmente lo aveva rubato. La madre aveva avvisato qualcuno dell’Ufficio di Igiene Mentale, che a sua volta aveva consigliato alla donna di avvertire la Questura del furto. La visita degli agenti e del personale medico del 118 a casa sua inizialmente non turbano Alejandro. È presente anche suo fratello maggiore, Carlysle. Il quale si era dato alla fuga a sua volta dopo la strage, prima di essere intercettato.

Durante l’interrogatorio Alejandro è parso consapevole

Il 29enne sembra tranquillo e collaborativo. I poliziotti, come riportato dall’edizione online del Corriere della Sera, chiedono anche alla madre di recarsi in Questura per tranquillizzare il giovane. Poi avviene la tragedia. E la donna si scuserà in lacrime davanti alle telecamere, ribadendo che suo figlio ha agito così non perché sia un assassino, ma perché ha problemi di mente evidenti. Interrogato, non ha rilasciato dichiarazioni ma sembra consapevole di quanto commesso.Anche per questo motivo ne è stata disposta la custodia cautelare, perché a detta del giudice sussiste il pericolo di fuga. Probabilmente proprio in Germania, dove Alejandro ha mantenuto una serie di contatti in grado anche di poterlo coprire.