Liliana Del Monte, chi è la donna sopravvissuta all’Eccidio Della Bettola

Liliana Del Monte: chi è la donna che all’età di 11 anni sopravvisse all’Eccidio Della Bettola, nel 1944.

Liliana Del Monte (Fonte: CaffeBook.it)

Liliana Del Monte è una delle sopravvissute all’Eccidio de La Bettola, una delle tanti stragi atroci della Seconda Guerra Mondiale, dove il 24 giugno 1944 furono uccise 32 persone, tra cui i nonni e la mamma di Liliana. Liliana, Lilly, che all’epoca aveva appena compiuto 11 anni, riuscì a salvarsi dalla casa dei nonni, a cui i nazisti avevano dato fuoco, lanciandosi nel vuoto. Oggi 85enne, Liliana è un’instancabile testimone delle atrocità del nazismo e della guerra: con l’aspetto di una nonna affettuosa, la signora si impegna ogni giorno ad insegnare alle nuove generazioni a non dimenticare il dolore passato, in modo che gli stessi errori non possano più ripetersi.

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Liliana Del Monte: come riuscì a sopravvivere all’Eccidio Della Bettola

Nel 1944 Liliana viveva con la mamma e i nonni materni in una locanda nella frazione della Bettola, nel comune di Casina, in provincia di Reggio Emilia. Di fronte all’albergo c’era un ponte che alcuni giovani partigiani italiani avevano tentato di far saltare, così da isolare il contingente tedesco che si trovava nell’abitato di Casina; i partigiani erano però inesperti, e invece d’inserire la dinamite sotto l’arcata del ponte la misero sopra, provocando solo alcune buche e lasciandolo intatto. Quando la sera successiva i partigiani provarono di nuovo a far crollare il ponte s’imbatterono in una pattuglia nemica: durante lo scontro morirono tre partigiani e due tedeschi. Un terzo nazista corse a Casina e diede l’allarme: alle 22.30 della stessa notte arrivarono alla locanda un centinaio di soldati tedeschi, a cui era stato ordinato di uccidere tutti gli occupanti poiché considerati in combutta con i partigiani. Le vittime furono trentadue. Si salvò Paolo Magnani, un ragazzo diciottenne che si era nascosto nella soffitta sotto un mucchio di legna, e l’oste Romeo Beneventi, che si era rifugiato nel gabinetto della rimessa con la moglie e il figlio, con i quali scappò da una finestra. Liliana si trovava nella camera da letto che divideva con i nonni e la mamma: restò nel letto, sotto le coperte, mentre i nonni erano seduti accanto a lei e la mamma in piedi contro il muro. La bimba sentì le raffiche del mitra che uccidevano la sua famiglia, poi tre pallottole la colpirono al collo, al petto e alla spalla. Subito dopo i tedeschi gettarono benzina nella stanza e vi diedero fuoco. Quando sentì il calore delle fiamme Liliana uscì dal letto e, d’istinto, si buttò dalla finestra, rompendosi una gamba; si trascinò verso un boschetto, e lì restò nascosta finché il soldato addetto alla ricognizione la scoprì e le puntò il fucile in mezzo agli occhi: il militare decise di aiutarla e le risparmiò la vita, rischiando la corte marziale. Mentre i commilitoni si lavavano le mani dal sangue nelle acque del torrente Crostolo, il soldato prese Lilly in braccio e la portò sul ciglio della strada, affinché venisse trovata. Nel libro dove racconta la sua storia, Liliana Del Monte dichiara di essere nata una seconda volta nell’attimo in cui il suo sguardo incontrò quello del nazista. [Fonte: CaffeBook.it]

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