Bologna: al Rizzoli i tumori alle ossa curati con la stampante 3D

Bologna: al Rizzoli i tumori alle ossa – in particolare alla colonna vertebrale – curati con la stampante 3D attraverso una tecnica avanguardistica.

(screenshot video)

Dopo l’omaggio a Nadia Toffa, la conduttrice prematuramente scomparsa per un tumore a soli 40 anni, Le Iene hanno intrapreso un viaggio nelle eccellenze ospedaliere italiane. L’inviato Gaetano Pecoraro mostra infatti la sala operatoria del Rizzoli di Bologna. Qui opera il professor Alessandro Gasbarrini: si tratta di una vera e propria eccellenza.

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Cosa c’entra una stampante 3D con i tumori alle ossa

Infatti, detiene il ‘record’ di vertebre sostituite in un paziente: 5 e mezzo, come vanta lo stesso medico. Ma in cosa consiste la tecnica dell’oncologo? La sua intuizione è semplice: quella di sostituire la vertebra malata a causa del cancro con una nuova vertebra ricostruita attraverso una stampante 3D. La tecnica rivoluzionaria e costosissima è mutuata gratuitamente dal nostro sistema sanitario nazionale.

L’operazione è molto delicata, perché anche un solo passo falso può paralizzare il paziente. In media un’operazione del genere dura circa 5 ore e attraverso il servizio de Le Iene viene descritta minuziosamente. Spesso dunque la sanità pubblica italiana viene bistrattata. Invece, c’è il rovescio della medaglia, fatto di casi come quello raccontato dalla popolare trasmissione televisiva.