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Ticket sanitario novità, il Ministero della Salute vuole far pagare per fasce di reddito

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:07
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Ticket sanitario novità - FOTO: viagginews
Ticket sanitario novità – FOTO © Getty Images

Le ultime novità del ticket sanitario riferiscono di un Ministero della Salute intenzionato ad introdurre dei grossi cambiamenti.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, è al lavoro per l’introduzione di un ticket sanitario che si basi sulle varie fasce di reddito delle famiglie italiane. La cosa comporterà anche un limite massimo di spesa annuo da rispettare. Il ticket è attualmente previsto per ogni cittadino, con l’esenzione che spetta solamente a coloro che guadagnano meno di 36mila euro all’anno e hanno una età non inferiore ai 65 anni e non superiore ai 6. Esenti anche i soggetti affetti da patologie gravi o croniche. La visita specialistica costa 36 euro ed è sensibile a variazioni. Riguardo ad una revisione del ticket, è da molto tempo che si parla di cambiamenti di quella che è la situazione attuale, ma mai alcuna riforma è stata attuata dai governi precedenti. Però tale argomento è stato affrontato con decisione nel Patto della Salute firmato tra l’Esecutivo e le Regioni.

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Ticket sanitario novità, la riforma che il Ministero intende attuare

C’è bisogno di dover fornire una maggiore equità ai cittadini nell’accedere al sistema sanitario. Questa cosa dovrà passare necessariamente anche in una ridistribuzione della spesa da parte dei contribuenti. Da qui l’idea di pensare al reddito familiare ed anche le prestazioni richieste. Poi una volta raggiunto un tetto massimo annuale di spesa, non ci sarà più l’obbligo di spendere altri soldi per curarsi. Ad oggi il ticket sanitario garantisce entrate per circa 1,6 miliardi di euro.

Ma con l’eventuale nuova riforma si punta a migliorare tale introito. L’importo fisso per tutti porterebbe a delle disparità, secondo il Ministero della Salute, che da par suo, sempre per bocca di Speranza, si è espresso anche sulla possibilità di abolire il cosiddetto ‘superticket’, ovvero una sorta di mini-tassa di accesso dell’ammontare di 10 euro per poter accedere al sistema sanitario nazionale. “È una cosa sbagliata e mi impegno a sopprimerla”, ha affermato il ministro all’Ansa.