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Cambiamento climatico, Greta Thunberg: profeta dell’ambiente o burattino?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:46
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Cambiamento ClimaticoUna lettera condivisa all’Onu da 500 scienziati punta a screditare Greta Thunberg ed il movimento ambientalista, il cambiamento climatico è un problema?

Prima che la figura di Greta Thunberg emergesse a livello mondiale, in molti nemmeno si preoccupavano di sapere se il cambiamento climatico arrecasse reali problemi al globo. Eppure nel corso di questi anni sono stati numerosi gli studi che mostravano come le eccessive emissioni di CO2 danneggiassero l’ambiente e potrebbero avere conseguenze disastrose sull’ambiente. Da qualche mese a questa parte, però, c’è chi è diventato improvvisamente esperto e sostiene con convinzione che il surriscaldamento globale, in realtà, altro non sarebbe che una fregnaccia spinta dalle multinazionali ambientaliste.

La situazione è degenerata dopo l’intervento della 16enne svedese alle Nazioni Unite. Il suo tono è stato ritenuto insopportabile, e le sue parole false. Ma chi smentisce le sue posizioni con cognizione di causa? Fino a qualche giorno fa nessuno, ma ora è giunta una lettera firmata da 500 scienziati che sembra avvalorare le tesi di chi ha deciso che Greta è uno strumento di Soros e compagnia. Nella lettera in questione si sostiene che il surriscaldamento climatico non è legato all’azione dell’uomo. L’innalzamento delle temperature sarebbe legato alla fine di una mini era glaciale. Sarà vero?

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Cambiamento climatico, la lettera degli scienziati contro Greta Thunberg è credibile?

Due affermazioni contenute nella lettera di cui sopra sono vere: c’è stata una mini era glaciale culminata nel 1850 e gli effetti a lungo termine del surriscaldamento non sono certi. E’ vero che l’unico motivo del surriscaldamento è la fine dell’era glaciale? Non esattamente, i dati mostrano come l’aumento delle temperature sia cresciuto esponenzialmente dal 1970 in poi. Negli ultimi 50 anni la temperatura della terra (qui i dati del Nooa) è crescita di 0,17° al decennio. Per quanto riguarda gli effetti precisi del surriscaldamento, inoltre, c’è da considerare che gli scienziati fanno delle previsioni e che queste sono suscettibili di variazioni.

Ciò nonostante gli effetti riscontrati in determinate zone della terra sono indiscutibili: scomparsa di specie animali e vegetali, cambiamento degli habitat, prosciugamento delle falde acquifere, scioglimento dei ghiacciai. Il fatto che le tempistiche del deterioramento di alcuni habitat o dell’innalzamento degli oceani siano suscettibili di variazioni, rende gli scienziati che ne parlano dei bugiardi? Sostenere questo è alquanto ambizioso, per non dire miope.

La tesi più fantasiosa, però, è quella che riguarda la CO2, secondo gli scienziati firmatari innocua. Questa favorirebbe la fotosintesi e permetterebbe alle piante di riprodursi con maggiore facilità. Non solo, perché questa migliorerebbe anche la produzione agroalimentare. Peccato che la CO2 danneggi lo strato di ozono e permetta l’aumento di temperature, cambiando le condizioni climatiche e mettendo a rischio l’esistenza di determinate specie di piante. Al surriscaldamento è collegato infatti il prosciugamento di falde acquifere, necessarie affinché le piante possano sopravvivere.

Ma se i dubbi sulle argomentazioni portate non bastassero, si aggiungono quelli sulle competenze dei firmatari. Come riportato da ‘Open‘, infatti, alcuni di questi sono persone di indubbia cultura, ma nessuno di questi è un climatologo. Inoltre, alcuni di loro, hanno delle referenze sui curriculum che fanno sorgere qualche perplessità. C’è un ingegnere olandese che ha lavorato per la Shell, o un consulente energetico irlandese che lavora per le lobbies del settore estrattivo, non esattamente disinteressate in quanto a tematiche ambientali. Utilizzando la logica dei social, dunque, si potrebbe asserire che le posizioni sono strumentali, o in questo caso non fa comodo?