Bonus Befana, rimborso sull’Iva se paghi con carta: i dettagli

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Pagare con carta di credito dà diritto ad usufruire del ‘bonus Befana’ – FOTO: viagginews

Utilizzare la carta di credito od il bancomat per i propri pagamenti dà diritto al cosiddetto ‘bonus Befana’. Cos’è e come funziona.

L’hanno già chiamato ‘bonus Befana‘. Sarà il provvedimento annunciato da Alessia Morani, sottosegretario allo Sviluppo Economico, attraverso un messaggio postato sul proprio profilo personale Twitter. “Non solo non tassiamo le merendine ma riduciamo l’Iva su pasta e latte e altri beni di prima necessità per aiutare le famiglie. E sapete che c’è? Alla fine dell’anno metteremo anche un pò di soldi in tasca agli italiani con il bonus Befana. Il resto sono chiacchiere e fake news”, fa sapere la 43enne esponente del Partito Democratico. Il bonus Befana poggia sul cashback, cioè sulla restituzione di parte dell’Iva versata per gli utilizzatori di carte di credito e di bancomat e che accantonano il denaro contante per i loro acquisti. Queste parole lasciano presagire che non scatterà il tanto temuto aumento dell’Iva quindi. I contribuenti avranno la possibilità di arrivare fino a 2500 euro di spese sfruttando un bonus pari al 19%.

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Bonus Befana, spetta a chi paga con carta

Tale importo verrà versato sul conto corrente dei contribuenti già nei primissimi giorni del 2020 e dovrebbe coincidere con una cifra massima di 475 euro. Questi soldi rientreranno nelle tasche di coloro che avranno scelto di effettuare pagamenti con moneta elettronica in quei settori ritenuti più a rischio di evasione fiscale. Il premier Giuseppe Conte ha fatto sapere che per evitare l’aumento dell’Iva sono presenti 23 miliardi di euro. “Questa è la cifra necessaria per farcela, ed il Governo l’ha reperita. Poi calerà l’aliquota sulle bollette dal 10% al 5%. Taglieremo anche le tasse sul lavoro e l’aliquota sul latte e sul pane. Dico questo da riformatore dell’Italia”. I proventi pervenuti dall’Unione Europea ammontano a 10 miliardi. Questa cifra sarà utile per arrivare al un 2,2% di deficit, anche se aumentare di un decimale porterebbe 1,8 miliardi ulteriori.