Bossetti oggi, no anche dalla Corte Europea e l’avvocato accusa Quarto Grado

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Massimo Bossetti oggi, l’avvocato contro ‘Quarto Grado’ – FOTO: viagginews

Il legale di Massimo Bossetti oggi condannato all’ergastolo, se la prende con ‘Quarto Grado’ durante la lettura della sentenza sfavorevole da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo.

Claudio Salvagni, l’avvocato di Massimo Bossetti, attacca duramente ‘Quarto Grado‘. Bossetti, come noto, è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della 13enne Yara Gambirasio. La trasmissione di inchieste su casi di cronaca nera in onda su Rete 4 con la conduzione di Gianluigi Nuzzi ha parlato proprio di questa vicenda risalente alla fine del 2010 nella puntata di venerdì 27 settembre. Il corpo dell’adolescente venne ritrovato in un campo di Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo, il 26 novembre. Nell’ottobre del 2018 è arrivata la sentenza definitiva che ha condannato colui che è sempre risultato essere come l’unico imputato. Bossetti oggi si trova infatti recluso al carcere a vita a Bollate. Lì sta scrivendo un libro con dentro le sue memorie.

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Bossetti oggi, anche la Corte dei Diritti dell’Uomo gli dice no

E nella giornata del 27 settembre è stata letta in diretta a ‘Quarto Grado’ la sentenza relativa la sua richiesta di processo avanzata alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, proprio attraverso l’avvocato Salvagni. L’esito è stato negativo a Bossetti, con la Corte Europea di stanza a Strasburgo che ha giudicato “inammissibile” la richiesta. Il legale Salvagni ha sbottato così: “Sono schifato, ancora non ho comunicato la sentenza al mio assistito”. L’avvocato se la sarebbe presa con ‘Quarto Grado’ per tale annuncio fatto dal programma tv di Mediaset e che riguarda un qualcosa di estremamente privato e riservato.

Ora non resta che richiedere la revisione

Gianluigi Nuzzi però ha voluto precisare come tale comunicazione sia avvenuta già il venerdì precedente, 21 settembre. Sempre l’avvocato di Bossetti ha però fatto sapere che l’intenzione sua e del suo assistito è un’altra. “Naturalmente una sentenza positiva della Corte Europea dei Diritti dell’uomo sarebbe stata la più grande soddisfazione per noi avvocati che abbiamo sempre protestato per una violazione giuridica di questo processo. Però non cambia nulla perché la strada maestra rimane comunque la revisione del processo”.