Omicidio Elisa Pomarelli, Bruzzone: “Sebastiani era depresso”

Elisa PomarelliA ‘Quarto Grado’, la criminologa Bruzzone ha spiegato che le condizioni della casa di Sebastiani rivelano uno stato di grave depressione.

Ieri sera è andata in onda la prima puntata della stagione 2019/2020 di Quarto Grado. Per l’occasione Gianluigi Nuzzi ed il suo staff hanno ricostruito il caso che più di tutti ha colpito l’opinione pubblica quest’estate. L’omicidio in questione è quello di Elisa Pomarelli, 28enne piacentina strangolata dall’amico Massimo Sebastiani. Nello studio Mediaset hanno ricostruito l’ultima giornata di Elisa, dal pranzo insieme all’uomo, al momento in cui questo si è tramutato in carnefice.

Sappiamo che con una scusa Sebastiani ha attirato elisa nel suo pollaio e che in quel luogo l’ha strozzata. A confermarlo sono le riprese della telecamera di sicurezza che mostrano il momento in cui l’uomo porta via il cadavere della ragazza. Inoltre i risultati dell’autopsia hanno confermato che la morte di Elisa è stata causata da un soffocamento indotto con violenza. Restano da capire le motivazioni che hanno indotto l’uomo a compiere un delitto così efferato ai danni di una persona che sosteneva di amare.

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Omicidio Elisa Pomarelli, la criminologa Bruzzone: “Sebastiani era depresso”

In base alle testimonianze di tutti coloro che conoscevano Elisa e Massimo, quest’ultimo era ossessionato da lei. L’uomo si era invaghito della ragazza, ma questa lo aveva rifiutato spiegandogli che aveva interesse solamente per le donne. Lo stesso assassino ha spiegato che la causa scatenante della sua ira è stata la decisione di Elisa di smettere di frequentarlo. Evidentemente la ragazza aveva capito che quello era l’unico modo per farlo desistere dall’idea che ci sarebbe potuto essere qualcosa di più.

Questa rivelazione ci permette di collocare la morte di Elisa nella categoria del femminicidio. A comprendere come l’uomo possa essersi tramutato in un omicida, ci aiuta invece la testimonianza che la criminologa Bruzzone ha offerto a ‘Quarto Grado’. L’esperta, che si occupa del caso come consulente della difesa di Sebastiani, ha spiegato: “Scendo da quella casa e le condizioni generali sotto il profilo sia del disordine; ma soprattutto dell’igiene, erano di uno sporco tale che rendevano impraticabile pensare di vivere in una situazione del genere per una persona in condizioni normali. Posso contemplare quel tipo di condizione ma solo se considero il soggetto in una situazione depressiva gravissima, che si è completamente lasciato andare alla deriva”.