Ultrà Juve arrestati, la lezione per Cristiano Ronaldo: “Esiste solo la curva”

Ultrà Juve
(Getty Images)

Dopo l’arresto dei 12 ultrà della Juve, sono emerse intercettazioni in cui si evince l’atteggiamento intimidatorio nei confronti di società e calciatori.

Nel 2017 Andrea Agnelli ha deciso di interrompere il rapporto privilegiato con i capi ultrà delle curve. Il presidente della Juventus era stanco di dover concedere privilegi a dei prepotenti, quindi deciso di non regalare loro più i biglietti per vedere le partite. La decisione non è stata presa bene dalla tifoseria organizzata che ha deciso di organizzare alcune proteste per punire la società e ribadire il proprio potere. Agnelli non si è lasciato intimidire dall’atteggiamento malavitoso dei tifosi e nel luglio del 2018 ha presentato denuncia contro di loro. Il risultato di questa presa di posizione si è visto ad un anno di distanza quando sono state emesse 12 misure cautelari ai danni di capi ultrà dei gruppi storici della tifoseria bianconera.

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Ultrà Juve arrestati, anche Cristiano Ronaldo nel mirino

Nelle scorse ore sono emerse alcune delle intercettazioni che hanno permesso agli inquirenti di formulare dei capi di accusa contro gli ultrà. Tra queste fa specie sentire quella relativa a Cristiano Ronaldo, indice di come per questi soggetti viga la legge della giungla. Il portoghese era appena arrivato a Torino e, conclusa una delle prime partite, ha calciato un pallone verso la tribuna, ignorando completamente gli ultrà. Uno degli arrestati in quella occasione disse: “Oh, ma questo non ha capito come funzionano le cose qui?”. Evidentemente non ne aveva idea, visto che nella Liga ed in Premier il codice ultrà è stato debellato dagli stadi.

Dalle intercettazioni è emerso anche che le proteste per il ritorno di Bonucci erano strumentali. All’epoca la tifoseria ha contestato la società, ma si trattava solo di una scusa per ottenere biglietti e favori. Lo dimostra l’intercettazione di una conversazione tra un capo ultra ed un’amica del difensore. Questo assicura alla ragazza: “In questo momento lui si trova in mezzo, è un tramite che paga la situazione del momento”. A queste prepotenze si aggiungono le estorsioni ai danni dei bar della curva e le vessazione ai danni dei tifosi “normali”. Molti infatti venivano costretti a cambiare posto, nonostante avessero il biglietto per occuparlo.