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Sigaretta elettronica: mamma in coma per una malattia ai polmoni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:53
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Mamma finisce in coma a causa della sigaretta elettronicaAncora un caso di malattia polmonare causato dall’utilizzo della sigaretta elettronica: una mamma è finita in coma per 24 giorni.

Sono ormai settimane che dagli Stati Uniti emergono notizie riguardanti malattie polmonari legate all’utilizzo della sigaretta elettronica. I casi di ricovero collegati al fumo di sigaretta elettronica sarebbero già 380, ma non è ancora chiaro quale delle sostanze causi questi gravi danni. Nei giorni scorsi è anche emerso il primo caso di decesso, ma il numero potrebbe essere stato maggiora se i medici non avessero salvato la vita a diverse persone. Proprio per questa ragione negli USA è stato diramato un’allarme sigaretta elettronica; ed è stato chiesto ai consumatori abituali di sospendere l’abitudine di fumarla finché non verrà riscontrata la causa di questa ondata di malattie.

All’appello dell’autorità sanitaria si sono aggiunte anche le persone che sono sopravvissute per miracolo alla malattia. La prima ad allertare l’opinione pubblica sulla pericolosità della e-cigarette è stata Maddie Nelson, diciottenne dello Utha finita in coma per 4 giorni e nelle settimane successive respirava a fatica. Quindi è stato il turno di Adam Hergenreder, 18enne dell’Illinois che ha rischiato la morte ed ora si ritrova con i polmoni di un 70enne.

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Mamma finisce in coma a causa della sigaretta elettronica

L’ultimo caso di malattia polmonare causato dalle sigarette elettroniche emerge da una cittadina del Texas. Ad aver rischiato la morte in questo caso è una donna, Sherie Canada, mamma di tre bambini. La donna ha cominciato a fumare sigarette elettroniche nel 2015, convinta che queste facessero meno male. Ad inizio 2019, però, ha cominciato ad avvertire i primi sintomi di malessere. Un giorno non riusciva più a respirare ed è stata portata in ospedale dalla madre. I medici le hanno detto che i polmoni erano infiammati e le hanno diagnosticato una polmonite.

Nei giorni successivi, però, le sue condizioni sono peggiorate ed è stato necessario un altro ricovero. Dalle analisi è risultato che Sherie aveva dei grumi di sangue e del liquido nei polmoni. La situazione era critica ed i medici l’hanno messa in uno stato di coma indotto per poterle salvare la vita. Adesso la donna è tornata in perfetta salute, ma racconta la sua storia come monito per chi fuma: “Sono entrata in coma indotto il giorno del 13° compleanno di mio figlio. Mi hanno intubata il giorno del 15° dell’altro. Sento colpa e vergogna per quello che ho fatto a me stessa”.