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Carlo Verdone, chi è: età, vita privata, carriera dell’attore e regista

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:45
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Carlo Verdone è uno degli attori e registi più amati della cinematografia italiana, e un’istituzione della “romanità”. Ecco tutto quel che c’è da sapere su di lui.

Straordinario e irresistibile attore, brillante e prolifico regista, maestro e icona della comicità italiana (e romana in particolare) e molto altro ancora: Carlo Verdone è uno dei big indiscussi del cinema italiano. Conosciamolo più da vicino.

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L’identikit di Carlo Verdone

Carlo Verdone (il secondo nome è Gregorio, ma in pochi lo sanno) è nato a Roma il 17 Novembre 1950, figlio di Rossana Schiavina, insegnante di famiglia benestante e piuttosto in vista, e di Mario Verdone, docente universitario e storico del cinema di avanguardia di origini campane ma vissuto a Siena, a lungo dirigente del Centro Sperimentale di Cinematografia della Capitale. Verdone è cresciuto dunque in una famiglia nella quale si respirava cultura, in quella “casa sopra i portici” a cui anni dopo avrebbe dedicato un libro autobiografico assieme a due fratelli minori, Luca Verdone, regista, e Silvia Verdone, moglie dell’amico e collega Christian De Sica. Negli anni della sua formazione ha frequentato personaggi di spicco quali Michelangelo Antonioni, Vittorio De Sica, Federico Fellini, Roberto Rossellini, Franco Zeffirelli e molti altri ancora.

Dopo il diploma al Liceo Classico Nazareno, nel 1977 Carlo Verdone si laurea in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Appassionatosi alle antiche religioni orientali, sogna di diventare docente universitario di quella materia, ma i suoi genitori lo incoraggiano a coltivare i talenti artistici nascosti sotto la sua proverbiale timidezza: un ottimo orecchio musicale e una speciale attitudine allo studio dei caratteri, con la capacità di cogliere al volo vizi e virtù delle persone che incontra, per poi dare vita a imitazioni eccezionali. E’ così che nel 1974 consegue il diploma in regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, presentando in quell’occasione “Anjuta”, un saggio ispirato a una novella di Anton Cechov in cui recitano per lui Lino Capolicchio, Livia Azzariti e Christian De Sica.

Ma la carriera vera e propria di Carlo Verdone inizia grazie al fratello Luca, direttore del Gruppo Teatro Arte, dedito ai testi sacri del teatro classico. Una sera, approfittando del fatto che buona parte della compagnia è a casa malata, Carlo decide di salire sul palcoscenico interpretando un personaggio dopo l’altro, dando prova di talento camaleontico poi confermato anche durante l’esperienza di animatore burattinaio presso l’Opera dei Burattini di Maria Signorelli, alla quale sarà sempre grato. Tra il 1971 e il 1973 il Nostro realizza i primi cortometraggi, realizzati con una videocamera acquista da Isabella Rossellini al prezzo di 70mila lire, ispirati all’underground americano e alla cultura del ’68 e purtroppo andati smarrite. Più avanti, tra il 1978 e il 1979, inventa una serie di di personaggi comici per il programma tv Non Stop e inizia  a dedicarsi alla commedia all’italiana. La carriera di attore e regista è ormai segnata.

L’esordio ufficiale di Carlo Verdone nella duplice veste di regista e di attore avviene grazie a Sergio Leone: il film arriverà nel 1980 e s’intitola Un sacco bello, pellicola con cui il Nostro porta a casa il suo primo riconoscimento, un David Speciale. Seguirà Bianco, rosso e Verdone (1981), che gli vale il David di Donatello come miglior attore protagonista. E nel 1982 Borotalco, nel quale Verdone si propone sempre in veste comica, ma rinunciando a personaggi troppo caricaturali. In ogni caso è già un mito. Arrivano poi le prime pellicole con Margherita Buy, Compagni di scuola (1988) e Maledetto il giorno che t’ho incontrato (1992), altri capolavori entrati nella storia del cinema, assieme a Viaggi di Nozze (1995), da lui stesso definito “un piccolo trattato sociologico, soprattutto nell’episodio di Ivano e Jessica”. La carriera di Verdone prosegue negli anni Duemila con Il mio miglior nemico (2006) in coppia con Silvio Muccino, che registra il maggiore incasso in Italia tra tutti i suoi film, Sotto una buona stella (2014), L’abbiamo fatta grossa (2016), Benedetta follia (2018), premiato con il Nastro d’Argento, e Manuale d’amore (2005), diretto da Giovanni Veronesi. Senza dimenticare le sue partecipazioni come attore a Italians (2009) e La grande bellezza (2013), che gli vale il Nastro d’Argento.

Per quanto riguarda la vita privata, dal 1980 al 1996 Carlo Verdone è stato sposato con Gianna Scarpelli, che è anche la madre dei suoi due figli Giulia (1992) e Paolo (1988). “Ho un po’ trascurato la crescita dei miei figli – ha dichiarato il regista e attore in proposito -. Poi mia moglie, anche se eravamo separati, mi ha detto: stai con loro. Ma starci di più non poteva voler dire camminare con me per Roma, perché venivamo continuamente fermati da persone che volevano l’autografo. Così ho trovato con loro una dimensione nel viaggio”. Dopo la separazione, Carlo Verdone non si è rifatto una famiglia: “Non ci sarei riuscito: i miei figli erano loro – ha confessato -. Ho condiviso spesso la mia situazione con donne che si erano date la stessa limitazione, comunque anche con loro non è andata bene. Prima di tutto, per colpa del lavoro. Io alla fine mi sono sposato con il mio pubblico. E poi le stupide gelosie per le colleghe…”.

EDS