Home News Antonio Ciontoli, la famiglia di Marco Vannini contro il suo reintegro

Antonio Ciontoli, la famiglia di Marco Vannini contro il suo reintegro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:15
CONDIVIDI
Antonio Ciontoli sospeso
La famiglia di Marco Vannini contro il reintegro di Antonio Ciontoli – FOTO: screenshot

I genitori di Marco Vannini chiedono al Governo di impedire che Antonio Ciontoli possa tornare al lavoro. La risposta del ministro della Difesa.

La figura di Antonio Ciontoli, strettamente legata all’omicidio di Marco Vannini, è stata capace di creare una spaccatura netta tra chi lo sostiene e chi ne è diventato grande detrattore. L’uomo è stato condannato inizialmente a 14 anni di carcere in primo grado con l’accusa di omicidio volontario. Anni divenuti poi 5 in Appello con il reato contestatogli cambiato in omicidio colposo. I giudici hanno emesso invece delle condanne a 3 anni ciascuno per la moglie ed i figli di Ciontoli. Negli ultimi mesi ha fatto anche la sua comparsa in qualche programma televisivo, per raccontare quella che è la sua versione dei fatti. Nel frattempo la famiglia di Marco Vannini continua ad esigere giustizia per il giovane, ucciso la notte del 18 maggio 2015 con la famiglia Ciontoli che ritardò l’intervento dei soccorsi.

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Antonio Ciontoli, il ministro Guerini: “Sospeso fino a sentenza definitiva”

In favore della madre e del padre di Marco Vannini si è schierata anche Elisabetta Trenta. L’ex ministro della Difesa ha confermato di pensarla come la famiglia di Marco in seguito ad un incontro avvenuto tra le parti. C’è la volontà comune di non voler vedere reintegrato nelle Forze Armate Antonio Ciontoli. Il quale, prima di questa vicenda di cronaca nera, lavorava come sottufficiale della Marina dirottato nei Servizi Segreti. Ed a ‘Le Iene’ Lorenzo Guerini, che ha sostituito la Trenta alla Difesa, ha fatto sapere che “Ciontoli è sospeso dal servizio. E tale rimarrà fino a quando non arriverà una sentenza definitiva da parte dell’Autorità Giudiziaria”. Sempre ‘Le Iene’ riferiscono che il supertestimone Davide Vannicola avrebbe appreso da Roberto Izzo, comandante dei Carabinieri di Ladispoli, una confessione fattagli da Ciontoli in persona. “A sparare Marco non sarebbe stato Antonio ma suo figlio Federico”.