Home News Tredici Pietro, il figlio di Morandi racconta: “Evito i figli di papà”

Tredici Pietro, il figlio di Morandi racconta: “Evito i figli di papà”

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Tredici Pietro, figlio di Gianni Morandi, si è raccontato ai microfoni di Vanity Fair dopo il successo del suo primo EP “Assurdo”, che ha superato già un milione di visualizzazioni

Pietro Tredici Morandi
Screenshot foto Instagram

Pietro Morandi, in arte Tredici Pietro, figlio di Gianni, ha pubblicato il suo primo EP, “Assurdo“, da pochi giorni che ha già raggiunto il milione di visualizzazioni su Youtube. Lo stesso ragazzo si è raccontato ai microfoni di Vanity Fair: “Vedo più vantaggi che problemi ad essere figli d’arte, non sono una vittima. Certo, la continua presenza del padre nella tua vita, emotivamente, è un peso. Io sono un tipo di città, lui di campagna. Poi lui è iperattivo ed è molto più social di me. Chi mi chiede di duettare con lui non ha capito niente”. Poi ha aggiunto: “Sto bene in ogni ambiente, da quelli alti a quelli bassi. Ma ho sempre evitato i figli di papà e ho sempre vissuto la dimensione musicale di mio padre come qualcosa di cui discostarmi. Da ragazzino non gli ho mai parlato della mia passione per il rap. Cercavo di nasconderla perché lui mi parlava delle difficoltà di questo ambiente. Mi disincentivava. Poi ha ascoltato un mio pezzo. E mi ha scritto: ‘Però, bello’. Adesso è lì che tiene il conto delle visualizzazioni su Youtube“.

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Tredici Pietro, il racconto del figlio di Gianni Morandi

Lo stesso giovane rapper italiano ha, poi, svelato: “Vivo con i miei in una villa. Conosco i miei mezzi, ma è sempre stato tutto un ‘se non studi, non vedi un euro’. Per il mio primo video ho speso 200 euro di tasca mia. Divido una Fiat con mia madre e non voglio regali. Così riesco a stare in pace con me stesso”. Infine, Pietro ha concluso l’intervista: “Faccio uso di marijuana e sono pro legalizzazione. Non spingo nessuno a farsi le canne, ma nella musica racconto di farlo. Mia madre mi ha sempre fatto la guerra. Ma sono uno che si informa. La cocaina, per esempio, non la toccherò mai”.