Bimbo di 7 anni muore per un’otite, condannati i genitori

Bimbo muore a 7 anni per l'otiteConsigliati da un omeopata hanno curato l’otite del figlio solo con impacchi di camomilla e lo hanno condannato ad una tragica morte a soli 7 anni. Il giudice li condanna a 3 mesi di reclusione.

Quando il piccolo Francesco Bonifazi (7 anni) ha cominciato a presentare i sintomi di una fastidiosa otite, i genitori hanno chiesto consiglio all’omeopata di fiducia Massimiliano Mecozzi. Questo ha detto loro di non utilizzare antibiotici, ma di somministragli camomilla, Gelsemium, Hipericum ed altre piante antinfiammatorie. L’omeopata ha detto loro anche che la Tachipirina andava somministrata solo in caso di febbre a 43° e che la vaccinazione non andava fatta per non compromettere la terapia.

La coppia ha cominciato la cura consigliata, ma il piccolo peggiorava: la febbre era stabile a 39°, aveva perso quasi completamente l’udito, era inappetente ed aveva un fortissimo mal di testa. Dal 7 al 27 maggio (giorno in cui è deceduto il bambino), i genitori di Francesco hanno chiamato più volte Mecozzi, ma questo li tranquillizzava dicendo loro che i peggioramenti erano segnali che il corpo stava reagendo, persino l’ascesso all’orecchio era sintomo che “Stava spurgando”. Il risultato di questo rifiuto agli antibiotici è noto a tutti, il piccolo è morto dopo 20 giorni di sofferenza.

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Bimbo muore per otite, condannati i genitori

Lo scorso 6 giugno i genitori di Francesco sono stati condannati a 3 mesi di reclusione per non aver esercitato l’obbligo di protezione nei confronti del figlio. Il giudice contesta loro di aver deciso di affidarsi esclusivamente all’omeopata come figura di riferimento, di non aver verificato l’affidabilità dei suoi metodi e del suo lavoro e rigetta la fiducia nei suoi confronti come giustificazione a non cercare un’altro parere medico. Il legale dei Bonifazi, lette le motivazioni della sentenza, presenterà ricorso in appello. Intanto il prossimo 24 settembre Mecozzi è chiamato a comparire al tribunale di Ancona per l’avvio del processo a suo carico.