Mostro di Firenze, clamoroso: si riapre il caso, la nuova perizia cambia tutto

Mostro di Firenze, clamoroso: si riapre il caso, la nuova perizia cambia tutto. Ecco cosa sta succedendo in queste ore. 

Mostro di Firenze

Nella rubrica che la nota criminologa Roberta Bruzzone tiene sul settimanale Dipiù si torna a parlare del caso del Mostro di Firenze, il serial killer che tra il 1968 e il 1985 uccise otto giovani coppie nelle campagne toscane. Per quegli omicidi vennero arrestati Pietro Pacciani, principale accusato, Mario Vanni e Giancarlo Lotti. Pacciano venne dapprima condannato all’ergastolo, poi venne assolto in Appello. Nel 1996 la Cassazione decise che il processo a suo carico andava rifatto, ma nel frattempo Pacciani morì nel 1998 a 73 anni. Vanni e Lotti furono poi condannati definitivamente all’ergastolo e a 30 anni di carcere.

La perizia che riapre il caso del Mostro di Firenze

La Bruzzone definisce questa inchiesta come “una delle più controversie della storia del nostro Paese” e lo diventa ancora di più alla luce della nuova perizia sul proiettile che fu ritrovato nell’orto di Pacciani durante la perquisizione del 1992. Quella che fu considerata la prova regina contro Pacciani e che convinse tutti della sua colpevolezza dopo la nuova perizia perde decisamente il suo valore. Infatti è stato scoperto che i segni ritrovati su quel proiettile sarebbero stati arteftti per avvalorare la tesi dell’accusa contro Pacciani. La Bruzzone poi spiega anche perché l’intero convincimento che possa essere stato Pacciani coi suoi cosiddetti compagni di merende non sta in piedi. Secondo la criminologa il modus operandi con le mutilazioni delle parti genitali e dei seni fa pensare all’azione di un uomo solo, un uomo istruito che aveva messo in piedi una sorta di sfida con gli inquirenti, un uomo che odiava le donne e che non a caso mandò una lettera contenete un pezzo di seno dell’ultima vittima all’unico magistrato donna coinvolto nell’inchiesta. Tutte cose difficilmente immaginabili pensando a Pietro Pacciani.