Neonato di 6 giorni nascosto in valigia, arrestata una 43enne: “Sono sua zia”

Un neonato di nemmeno una settimana di vita è stato trovato nella valigia di una donna che provava a volare all’estero. Assurda la sua giustificazione.

Una donna è stata fermata dopo che gli agenti al controllo della barriera che conduce alla zona d’imbarco hanno trovato all’interno della sua valigia un neonato. Lei è una 43enne di nazionalità statunitense, fermata all’aeroporto internazionale di Manila, nelle Filippine. Subito sono scattate le manette per questa persona, immediatamente accusata di traffico di esseri umani e di maltrattamento di minori. Il fatto è avvenuto nella mattinata di oggi, ora italiana, con il bebè che aveva appena sei giorni di vita. L’identità della donna arrestata non è resa nota. Agli inquirenti ha affermato di essere la zia del bambino, anche se non ha potuto provare di avere alcun legame di parentela con il piccino perché era sprovvista di documenti di identità ufficiali. Con sé aveva solamente il passaporto.

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Neonato, buone le sue condizioni: probabile pena pesante per la donna

Il neonato è stato scoperto tramite l’ausilio degli scanner. Quello che a prima vista sembrava un bamboletto si è subito rivelato per quello che era veramente: un bambino in carne ed ossa, e che si muoveva. Ora il piccolo è stato preso in consegna dai servizi sociali locali. Si teme che l’arrestata possa fare parte di una organizzazione dedita al rapimento ed al traffico internazionale di neonati. Spicca in particolare un dettaglio: la fermata non ha mostrato il benché segno di collaborazione, e proprio per questo motivo per lei sono scattate le manette con le relative, pesantissime accuse. Che se confermate rischiano di rendere operativa a suo carico una pena detentiva molto severa.

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