Caso Stefano Marinoni, due mesi dopo la sua morte è avvolta nel mistero

la sua morte rimane un mistero
(Facebook)

A due mesi dalla sua scomparsa, la morte di Stefano Marinoni è ancora avvolta nel mistero. I familiari non credono nell’ipotesi del suicidio né che qualcuno degli amici potesse avere motivo di ucciderlo.

Sono passati due mesi da quel 4 luglio in cui Stefano Marinoni ha lasciato la casa dei genitori per incontrare degli amici senza più fare ritorno. Ai genitori aveva detto che sarebbe mancato solamente per 20 minuti e che avrebbe cenato con loro, ma nessuno lo ha più visto. Per 8 giorni i Carabinieri hanno cercato nella zona ed il 12 luglio il suo corpo è stato trovato privo di vita ed in avanzato stato di decomposizione ai piedi di un traliccio.

La ricostruzione della sua ultima sera in casa ha fatto pensare che si potesse trattare di un suicidio, un’ipotesi scartata sin dal primo momento dai genitori e che risultava incompatibile anche con le ferite ritrovate sul suo corpo. Anche la successiva autopsia non è bastata per sciogliere i dubbi degli investigatori.

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La misteriosa morte di Stefano Marinoni, s’indaga sull’ipotesi di omicidio

In questo inizio di settembre non ci sono novità rilevanti sul caso. Le testimonianze di amici e parenti e i risultati dell’autopsia escludono che il ragazzo abbia deciso di suicidarsi, dunque l’unica ipotesi possibile è che qualcuno lo abbia ucciso. L’obbiettivo rimane dunque quello di capire chi abbia commesso l’omicidio. Il ragazzo lavorava tutta la settimana ed usciva solo il sabato sera, per altro con la stessa comitiva con cui usciva sin dagli anni del liceo. Nessuno è stato in grado di confermare se nell’ultimo periodo avesse fatto amicizia con nuove persone e la presenza dell’auto a pochi passi dal suo corpo esclude l’ipotesi di un furto andato male. Al momento, dunque, le domande sono maggiori delle risposte ed il mistero è lontano da una soluzione.