Bimbo di 3 anni schiacciato col sedile dell’auto: il patrigno confessa

Stephen Waterson, 26 anni di Croydon (Londra), ha ammesso in tribunale di aver ucciso un bimbo di 3 anni, Alfie Lamb, schiacciandolo col sedile di un’auto.

Stephen Waterson, 26 anni, si è dichiarato colpevole dell’omicidio di Alfie Lamb, il bimbo di 3 anni schiacciato a morte dal sedile di un’automobile. Il reso confesso ha ammesso di aver ucciso il figlio della sua compagna, Adrian Hoare, 24 anni, comparendo oggi pomeriggio di fronte all’Old Bailey, l’edificio nel centro di Londra che ospita la Corte della Corona e il tribunale penale centrale londinese. Il fattaccio è infatti avvenuto a Croydon, a sud della capitale britannica. Nel processo conclusosi a marzo la giuria non era stata in grado di emettere un verdetto con la stessa accusa.

Alfie è stato ucciso nel febbraio 2018 quando è stato fatalmente schiacciato dopo essere stato posizionato nel vano posteriore dell’Audi di Waterson. Quando l’auto arrivò a Croydon il bimbo ebbe un collasso e morì in ospedale tre giorni dopo. Successivamente, Waterson, figlio adottivo dell’ex ministro Tory Nigel Waterson, orchestrò un insabbiamento per evitare di essere coinvolto nel processo sulla morte del bambino. Lo scorso marzo la madre di Alfie era stata prosciolta dall’accusa di omicidio, ma riconosciuta colpevole di crudeltà nei confronti di minori.

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L’orribile morte di un bimbo innocente

Waterson, 25 anni avrebbe abbassato il sedile per ben due volte tenendo schiacciato il viso del piccolo contro la spalliera, impedendogli così di respirare. Il motivo? Singhiozzava e chiamava la mamma che, presente in quel momento sull’auto, non avrebbe fatto nulla per evitare la tragedia. Il procuratore Duncan Atkinson ha ricostruito la dinamica della vicenda concludendo che il bimbo “è stato schiacciato dal sedile dell’auto e soffocato”.

Waterson, in particolare, era “irritato dal rumore e dalla confusione che faceva il bambino durante il viaggio”. Nel corso del processo è stato ascoltato anche Marcus Richardson che quel giorno era alla guida della vettura (mentre Waterson era seduto sul sedile anteriore e la Hoare dietro con un’altra donna, Emilie Williams). “Quando Waterson ha tirato fuori Alfie dalla macchina, ho sentito solo dire alla mamma: che cosa hai fatto?” ha raccontato il testimone. Dopo di che è stata chiamato l’ambulanza, ma era già troppo tardi.

Uno dei soccorritori, Jason Sammut ha raccontato che quando lui e un collega sono arrivati sul posto “il piccolo era a terra in arresto cardiaco, non respirava” e “qualcuno delle persone presenti ha provato a giustificarsi dicendo che si era addormentato su un taxi e quando sono arrivati a destinazione non erano più riusciti a svegliarlo”. Inoltre, quando Alfie è stato portato via in ambulanza “abbiamo notato vasi sanguigni intorno agli occhi. Da subito qualcosa non ci ha convinto”. Ora è tutto drammaticamente chiaro.

EDS