Governo M5S-Pd: chi saranno i ministri del Conte-bis

Governo M5S-Pd: chi saranno il toto ministri del Conte-bis, chi sale e chi scende, ecco tutti i nomi di chi potrebbe occupare ruoli istituzionali.

(FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Potrebbe nascere il governo frutto dell’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, con presidente del Consiglio nuovamente Giuseppe Conte. Nella giornata di oggi, le consultazioni hanno visto i due principali partiti all’interno del Parlamento parlare apertamente di accordo in dirittura d’arrivo. Lo ha affermato Nicola Zingaretti, sottolineando che sarà un “governo di svolta”, lo ha ribadito anche Luigi Di Maio, che non ha perso occasione per attaccare la Lega.

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Il toto ministri del Conte-bis: le quotazioni, chi sale e chi scende

Il capo politico dei 5 Stelle ha ribadito che prima vengono i programmi, ma non solo: in precedenza ha spiegato che l’ultima parola spetta alla piattaforma Rousseau. Il voto degli attivisti potrebbe però riservare non poche sorprese, anche – non è da escludersi – una sonora bocciatura a questa inedita alleanza. Al netto di quello che accadrà una volta che la parola passerà agli attivisti, in questi giorni si è parlato molto di ministeri e anzi l’attacco di Salvini è stato oggi al “partito delle poltrone”, come ha definito il Pd.

Partiamo da chi non ci sarà: sicuramente tra gli esponenti dem non ci saranno il segretario Zingaretti e l’ex segretario, il senatore Matteo Renzi. Nel Movimento 5 Stelle, sarebbe stato chiesto un passo indietro a Luigi Di Maio, ma potrebbe non esserci anche Danilo Toninelli. Al Ministero dell’Interno, invece, salgono le quotazioni di due prefetti: Mario Morcone e Bruno Ferrante. Outsider invece Raffaele Cantone, figura che potrebbe essere gradita a entrambi i partiti. Agli Esteri potrebbe invece sedere l’ex premier Paolo Gentiloni oppure figure di garanzia come i diplomatici Elisabetta Belloni e Pasquale Salzano.

Riconferma di Giovanni Tria all’economia, ma non è detto che spunti un nome a sorpresa come quello di Fabrizio Barca, mentre alla Difesa potrebbe andare Di Maio, molto più difficile che resti Elisabetta Trenta. Al ministero del Lavoro, si fa il nome di Teresa Bellanova, senatrice dem con un passato nel sindacato Cgil, ma che su Tap e Ilva esprime posizioni diametralmente opposte a quelle di partenza dei 5 Stelle. Allo sviluppo economico, spunta un altro dem: la vice di Zingaretti, Paola De Micheli. Alla Giustizia la conferma di Alfonso Bonafede oppure Riccardo Fraccaro, conferme per Ambiente e Sanità con Sergio Costa e Giulia Grillo. Alle Infrastrutture, salgono le quotazioni di Stefano Patuanelli per i 5 Stelle, scendono quelle di Graziano Delrio, che ha già ricoperto quel ruolo nei governi Renzi e Gentiloni. Fraccaro viene anche dato come papabile al ministero per le Riforme e infine Vincenzo Spadafora, altro fedelissimo di Di Maio, è in pole per le Pari Opportunità.