Padova, Alberto Boggian uccise il padre per la pagella: è già fuori dal carcere

Padova, Alberto Boggian uccise a sangue freddo il padre per la pagella scolastica: dopo solo due anni è già fuori dal carcere. 

Alberto Boggian

Ha ucciso a colpi di fucile il padre, ha inscenato una rapina e pochi giorni dopo ha confessato il terribile omicidio. Alberto Boggian che il 24 marzo del 2017 aveva 16 anni dopo soli due anni di carcere potrà già uscire in piena libertà. La mamma (e moglie della vittima) lo difende e spiega: “I giudici hanno scarcerato Alberto perché si sono resi conto che si è sinceramente pentito per quello che ha fatto”. Ma lo zio del ragazzo, fratello di Enrico Boggian, è di tutt’altro avviso e spiega l’accaduto in modo molto diverso: “Mio nipote aveva falsificato i voti sulla pagella perché andava male a scuola. Il papà se ne era accorto e così lui lo ha ucciso. Ha pianificato tutto: meritava una condanna molto più severa”.

Alberto Boggian, tutte le bugie raccontate dal 16enne

Marco Boggian, il fratello della vittima, spiega: “Mio fratello ha sempre cercato di essere un genitore modello. Saputo della pagella falsificata sarebbe dovuto andare all’incontro con i docenti come del resto faceva spesso. Ma purtroppo a quell’incontro non ci è mai arrivato perché mio nipote Alberto lo ha freddato poco prima con un colpo di fucile. Qualcuno dice che Alberto aveva paura di suo padre, che temeva di essere picchiato. Sono solo bugie! mio fratello non ha mai alzato le mani contro i figli e non era affatto una persona violenta. Anzi gli ha comprato lo stesso la moto nonostante andasse male a scuola”. L’uomo poi attacca la mamma dell’assassino: “Lo ha protetto fin dall’inizio e nessuno dei giudici è riuscito a capire veramente che ha raccontato un mucchio di menzogne. Non è stato un incidente come vogliono far credere. Per me dovrebbe essere processato di nuovo”.

La ricostruzione dell’efferato omicidio

Il dramma avviene nella villa di famiglia di Selvazzano, in Veneto. Alberto rimane a casa da scuola, ruba a suo nonno una carabina calibro 22 torna a casa e la nasconde in bagno. Il papà rientra e i due pranzano insieme poi i due scendono in taverna. L’uomo si siede sul divano e accende la tv. Lui prende il fucile e lo ammazza a sangue freddo. Dopo aver commesso l’omicidio suo padre il ragazzo esce in bicicletta, va in un campo e prova a distruggere l’arma facendola a pezzi. Tre quarti d’ora dopo lo sparo torna a casa e solo a quel punto dà l’allarme. Quando arrivano i Carabinieri spiega: “Mi sono spaventato. Sono entrati i ladri e hanno ucciso papà”. Basta un semplice esame sulla sua mano per scoprire che è piena di polvere da sparo, senza contare che non c’è nessuna traccia di ladri nella casa, nessuna effrazione, nessun segno di colluttazione e niente è stato rubato. Prima di confessare dice: “Papà era il mio migliore amico. Con lui non avevo nessun segreto e sapeva che andavo male a scuola”.

La mamma di Alberto lo difende a spada tratta nonostante ciò che ha fatto

La mamma dell’assassino difende il figlio e si dissocia dalle parole del cognato: “Sono allibita da quanto dichiarato da mio cognato.