Bambino ucciso, ergastolo a 17enne: “Ci serviva spazio in casa”

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Un bambino ucciso dopo averlo fatto annegare in un lago, arriva la sentenza – FOTO: viagginews

È arrivata la sentenza nei confronti di un giovane all’epoca dei fatti minorenne, responsabile del caso di un bambino ucciso in modo efferato. Assurda la giustificazione.

Un 21enne – che aveva 17 anni all’epoca dei fatti – è stato arrestato perché ritenuto responsabile nel caso di un bambino ucciso. La vittima aveva solamente 3 anni ed era il nipotino della fidanzata dello spietato giovane. Quest’ultimo si chiama Bobby Wood Jr e viveva con la coetanea Billie Jean Cuttler in una casa di proprietà dei parenti della ragazza. La quale era incinta. Ed è stato proprio questo il motivo che ha spinto Bobby Wood ad uccidere senza alcuna remora il piccolo Mason Cuttler. “Serviva più spazio in casa”, l’assurda giustificazione mossa dall’assassino, che ha preso il bambino e lo ha gettato in un piccolo lago nella località di Lufkin, nei pressi della città di Houston, in Texas, Stati Uniti. Si è già svolto il processo, chiusosi con la condanna all’ergastolo per l’omicida. Nei casi in cui un bambino viene ucciso negli Stati Uniti, se la vittima ha una età inferiore ai 6 anni, molto spesso si procede con la condanna a morte.

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Bambino ucciso: “Ci serviva spazio in casa”

Non è stato questo il caso, anche se Bobby Wood Jr passerà il resto della sua vita in carcere. La sua tesi difensiva aveva poggiato sull’incapacità di intendere e di volere, adducendo a dei problemi mentali. E pare che anche la sua fidanzata abbia avuto delle responsabilità in quanto accaduto. Entrambi erano senza lavoro, lei però, essendo in dolce attesa, non ha preso parte al processo e non verrà arrestata. Da quanto emerso dopo una indagine delle forze dell’ordine, pare che il bambino ucciso abbia disperatamente chiesto aiuto prima di annegare davanti agli occhi del suo impassibile omicida. Il fatto avvenne nel 2015 ma una sentenza definitiva è giunta solamente adesso. Nel frattempo l’omicida è sempre rimasto in carcere.