Torino: patrigno violento obbligava bambino a ripetere 100 volte “Sono stupido”

Torino: il patrigno violento obbligava un bambino di 7 anni a ripetere ad alta voce “Sono stupido” molte volte al giorno. Arrestato italiano di 30 anni.

Torino (Photo by Harry Engels/Getty Images)

“Sono uno stupido”. Un orribile ritornello che un bambino di 7 anni ripeteva tutto il giorno, costretto dal patrigno violento mentre la madre non era in casa. Il piccolo ripeteva la frase anche più di 100 volte al giorno, ad alta voce, e se decideva di non farlo veniva picchiato dall’uomo. Succedeva a Torino, nella casa popolare di Barriera di Milano (malfamato quartiere torinese) dove il patrigno aveva accolto la madre del bambino e i suoi due figli. Mentre la madre era fuori casa, al lavoro, l’uomo maltrattava il figlio della compagna in ogni modo: “Non sei capace a fare nulla, sei un bastardo incapace”, gli urlava. Ma non era tutto. L’uomo obbligava il bambino a farsi la doccia, e poi gli stringeva forte la pelle fino a far urlare di dolore il piccolo, che racconta: “Non l’ho mai detto a nessuno, perché lui mi diceva che se parlavo mi uccideva”. 

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Torino: patrigno violento maltratta bambino di 7 anni, arrestato.

L’incubo del bambino, della madre e della sorellina di due anni è finito Giovedì sera, quando la polizia ha arrestato il patrigno, un italiano di 30 anni. L’uomo ha abusato della famiglia per almeno tre anni, e ce l’aveva in particolar modo con il bambino, poiché non era suo figlio biologico. “La sua filosofia era: l’educazione si impartisce con le botte”, raccontano. La madre era talmente terrorizzata dall’uomo che non si è mai azzardata a denunciarlo, e alla polizia ha raccontato di non averlo fatto “per amore dei suoi figli”. E’ stata la nonna dei bambini ad avvisare le autorità, dopo aver parlato con la figlia al telefono.

L’arresto

Quando gli agenti della polizia sono arrivati nei pressi dell’alloggio hanno raccolto elementi di prova fuori dall’appartamento, ascoltando attraverso la porta chiusa: “Ti auguro la morte, tanto ti deperisci facilmente, arriverai a suicidarti”, urlava il patrigno contro il bambino. E alla madre sbraitava: “Ti butto addosso l’acido e così fai la fine delle donne che vanno in tv dalla D’Urso”. Quando i poliziotti hanno portato via il compagno, la madre dei due piccoli ha deciso di sporgere querela e di chiedere protezione. La donna ha raccontato delle ripetute violenze fisiche: nonostante avesse una gamba parzialmente amputata, l’uomo la picchiava con forza; il primo ceffone che le aveva dato, tre anni fa, l’aveva stesa a terra. Il pm di turno ha ordinato per l’uomo il carcere o i domiciliari, nel caso in cui un familiare potesse ospitare l’indagato: nessuno lo ha voluto.

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