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Atletica, Margarita Plavunova morta durante gli allenamenti: puntava a Tokyo 2020

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Margarita Plavunova morta
Si chiamava Margarita Plavunova e sognava Tokyo 2020, ma è morta – FOTO: screenshot

Una sprinter e saltatrice che si stava allenando duramente per qualificarsi alle Olimpiadi del 2020 è stata trovata morta. Si chiamava Margarita Plavunova.

Un dramma improvviso scuote il mondo dell’atletica a causa del decesso di Margarita Plavunova. Lei era una atleta di nazionalità russa di 25 anni che sognava di rappresentare il proprio Paese alle Olimpiadi di Tokyo che si svolgeranno tra un anno esatto. La ragazza però è morta a seguito di un malore accusato in allenamento. Il fatto è accaduto davanti ad altri testimoni, con la sprinter che, nel corso di una seduta di jogging, non ha retto più e si è accasciata al suolo all’improvviso. La vicenda si è verificata in un piccolo centro del distretto di Morshansky, nella regione di Tamblov Oblast, nella parte occidentale della Russia. Margarita Plavunova si trovava in vacanza lì ma ne approfittava sempre per tenersi in forma e per abituarsi ai pesanti carichi di lavoro che il suo obiettivo di qualificarsi alle Olimpiadi imponeva.

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Margarita Plavunova, grande folla ai funerali

Secondo i medici, devono essere stati proprio gli sforzi eccessivi ad averla stroncata. La Federazione Russa di Atletica leggera fa sapere che subito alcuni presenti hanno provato a soccorrere la Plavunova, trovata riversa nell’erba. Ma né loro né i soccorsi medici sono stati in grado di rianimare la ragazza. Margarita colpiva non solo per la dedizione e per l’impegno che metteva negli allenamenti, ma anche per il suo aspetto davvero avvenente. Da giovanissima aveva svolto la professione di modella. Era stata campionessa studentesca di tutta Russia nei 60 metri ed aveva gareggiato in competizioni internazionali sui 100 e 400 metri, ma si destreggiava bene anche nella corsa ad ostacoli. La stampa russa ha fatto sapere che i funerali della sfortunata giovane si sono svolti nella giornata di giovedì nella città di Kotovsk. Sono state 200 le persone ad averle dato un ultimo saluto. Oltre a parenti ed amici, anche diversi tecnici ed allenatori affiliati alla Federazione atletica russa hanno voluto esserci.