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Nadia Toffa, il ricordo commovente di Alessandro Milan

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Nadia Toffa, il ricordo commovente di Alessandro Milan. Il giornalista descrive la collega e amica e ricorda la vicinanza con la moglie Francesca “Wondy” Del Rosso.

Solo pochi giorni ci separano dalla scomparsa della giornalista de Le Iene Nadia Toffa, a soli 40 anni, per quel male incurabile contro il quale ha lottato con tutte le proprie forze e tutta la tenacia che ha da sempre contraddistinto la sua battaglia contro il cancro.

Nadia Toffa: il ricordo commosso nelle parole di Alessandro Milan

Sono in tanti coloro i quali, tra amici e colleghi, hanno rivolto in questi giorni un pensiero alla combattente conduttrice televisiva. Nelle scorse ore è stata la volta prima di Filippo Roma, il quale ha ricordato in modo commosso la collega e poi quella di Maria De Filippi, che ha rivolto il suo pensiero alla giornalista con una lettera da brividi, mentre in queste ore a rilasciare un’intervista sul settimanale Oggi è stato il giornalista di Radio24 Alessandro Milan. Quest’ultimo ha ricordato la Toffa come una “bresciana tosta che non si arrende mai”, raccontando anche della vicinanza e dell’amicizia con la moglie Francesca “Wondy” Del Rosso, spentasi nel 2016 a causa di un cancro al seno contro il quale aveva combattuto per diversi anni. Milan aveva conosciuto la Toffa per lavoro ma era diventata per lui un’amica. Al settimanale Oggi il giornalista ha ricordato il momento della presentazione del suo libro, dedicato alla moglie, Mi vivi dentro, alla quale la Toffa si era recata sapendo di star male ma non dicendolo ancora a nessuno. “Se ci penso oggi mi vengono i brividi”, ha dichiarato Milan, il quale è tornato anche sulla polemica del “cancro come dono”. Parole erroneamente attribuite, secondo Milan, alla Toffa, la quale avrebbe voluto solo cercare di “trasformarlo in un dono. Il che vuol dire tentare di vivere al meglio finché si è vivi”. Milan ha assimilato per questo la Toffa alla moglie Francesca, della quale, secondo le parole del giornalista, aveva la stessa “vitalità e capacità di aggredire la vita”. Inoltre Milan ha ricordato l’importanza del ruolo avuto dalle due donne nel voler raccontare la propria malattia pubblicamente, abbattendo quindi il muro di solitudine entro il quale si sentono spesso ingiustamente rinchiusi moltissimi malati.

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