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Carabiniere ucciso, ecco perché gli assassini potrebbero farla franca

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Carabiniere ucciso a Roma, ecco perché gli assassini di Mario Cerciello Rega potrebbero farla franca. 

Carabiniere Ucciso

Si torna a parlare dell’omicidio di Mario Cerciello Rega, il Carabiniere ucciso a Roma da Finnegan Elder Lee con la complicità di Christian Natale Hjorth, due giovani americani in cerca di droga. Di quella storia se ne parla sempre meno e mentre le indagini sono ancora in corso sono sempre di più i punti oscuri e misteri su come sono andate davvero le cose tanto che secondo molti osservatori i due americano potrebbero addirittura farla franca.

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A Roma ci sono investigatori americani che per conto delle due famiglie stanno svolgendo indagini in proprio. I dubbi sui quali stanno lavorando per trovare le scappatoie per i due ragazzi (di cui uno reo confesso) sono molti. Innanzitutto come sappiamo almeno al momento non ci sono immagini di telecamere di sicurezza del momento esatto dell’omicidio. Nessun fotogramma che possa confermare o smentire le versioni delle persone in causa. Inoltre non c’è nemmeno un testimone, oltre al collega di Rega Andrea Varriale, che possa raccontare cosa è accaduto nella notte tra i l25 e il 26 luglio. Poi c’è il racconto di Elder che ha sì ammesso di aver accoltellato Mario Cerciello Rega, ma che ha raccontato una versione molto particolare raccontata pochi giorni fa dall’avvocato: “Elder ci ha detto che aveva paura di essere strangolato, di essere oggetto di un’aggressione da parte di Cerciello, non sapeva che fosse un Carabiniere”. Non dimentichiamo poi la foto di Natale Hjorth incappucciato durante l’interrogatorio, un fatto che la difesa userà sicuramente a proprio favore.

Elder non ha confermato la confessione davanti al Gip molto probabilmente su consiglio dei suoi avvocati americani e ora si preannuncia una vera e propria battaglia legale. Nel frattempo un giovane militare dell’Arma è morto, la sua famiglia è distrutta e nessuno sa ancora come andrà a finire questa storia.