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Antonio Ciontoli, chi è: età, vita privata, lavoro dell’assassino di Marco Vannini

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Antonio Ciontoli, chi è: età, vita privata, lavoro dell’uomo che avrebbe sparato a Marco Vannini. 

Sono passati oltre 4 anni dalla tragica e assurda morte di Marco Vannini, ma è probabile che quel 20enne pieno di vita e di sogni si sia portato nella tomba tutta la verità su ciò che accadde nella notte tra il 18 e il 19 maggio del 2015. E’ altamente probabile che quella che è emersa fino a questo momento sia infatti solo una parte del racconto di quell’ora e poco più in cui si decise la sorte di Marco, dei suoi genitori, della famiglia Ciontoli e forse anche di qualcun altro. Perché i recenti sviluppi giudiziari potrebbero aprire scenari completamente diversi rispetto al primo filone d’inchiesta, quello che dopo due gradi di giudizio ha visto la condanna per omicidio colposo ad Antonio Ciontoli (inizialmente condannato a 14 anni per omicidio volontario). Lui, il capofamiglia, suocero di Marco. Colui che, secondo quanto appurato fino a questo momento, avrebbe sparato (non intenzionalmente) al ragazzo. Sarà andata davvero così? Servirà tempo per stabilirlo. Intanto, tracciamo un profilo dell’uomo chiave di questa dolorosissima vicenda.

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Chi è Antonio Ciontoli: il profilo del presunto assassino di Marco Vannini

Nato a Caserta, Antonio Ciontoli ha da poco compiuto 51 anni. All’epoca dei fatti era sottoufficiale della Marina militare. Prestava servizio al Rud (Raggruppamento Unità Difesa), distaccato dai servizi segreti. Fu lui, tra il 18 e il 19 maggio del 2015, a effettuare la telefonata al 118. Marco Vannini, intanto, aveva già iniziato il suo cammino infernale verso la morte. Il suocero gli aveva sparato un colpo di pistola che, dal braccio, aveva trafitto il cuore. Ma al telefono, Ciontoli mantenne una spaventosa lucidità menzognera: “Niente, si è bucato sul braccio ed è andato in panico”. Seguiranno ore di bugie per mascherare ciò che risultò evidente dopo un’analisi neanche tanto approfondita in ospedale. Marco era stato centrato da un proiettile. Antonio Ciontoli crollerà poco dopo, quando si stava già creando quel clima di ‘protezione’ che i figli Martina (fidanzata di Marco) e Federico avrebbero poi attuato successivamente nei confronti di un padre essenzialmente fragile. L’uomo è sempre stato presente durante le sedute del processo per la morte del 20enne, stringendo un rosario tra le mani. Ha aperto anche un blog dove raccoglie i dati processuali e censisce i giornalisti da lui ritenuti ostili. I veri problemi per la famiglia Ciontoli, però, non saranno certi quelli causati dalla stampa.