Home News Carabiniere ucciso, Natale Hjort dal carcere: “Nel mio Paese sarei già fuori...

Carabiniere ucciso, Natale Hjort dal carcere: “Nel mio Paese sarei già fuori su cauzione”

CONDIVIDI

Ferragosto in carcere per Partito Radicale: in visita al Regina Coeli hanno incontrato Natale Hjort, e si sono lamentati del caldo. 

Gabriel hjorth

Gabriel Christian Natale Hjort è il 19enne americano indagato con l’amico Elder Finnegan Lee per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega. Finito al centro di durissime polemiche dopo essere stato fotografato bendato in una caserma dell’Arma prima dell’arresto, da quasi un mese Natale Hjort si trova all’interno del carcere romano Regina Coeli e se ne lamenta: “Nella mia città, San Francisco, forse non sarei stato in carcere: sarei uscito su cauzione”. 

Il penitenziario di Regina Coeli, in Via della Lungara a Roma, potrebbe contenere al massimo 616 reclusi, ma attualmente ne conta 1020. Lo scorso Ferragosto, e per quattro giorni, il carcere ha ospitato in visita i vertici di Partito Radicale, con cui Natale Hjort ha scambiato alcune parole; Gabriel capisce e parla l’italiano: il padre, che vive negli Stati Uniti da più di trent’anni, è originario di Roma. Il ragazzo non si lamenta della vita da carcerato, ma del caldo: in cella il termometro segna 40 gradi fissi, una fornace priva di condizionatori o ventilatori.

Ferragosto in carcere per Partito Radicale

Il “Ferragosto in carcere” è stata un’iniziativa ideata da Partito Radicale. Dal 15 Agosto e per quattro giorni, fino ad oggi, 294 visitatori (tra cui parlamentari, avvocati e radicali) sono stati in visita in 72 penitenziari italiani, tra cui quelli romani di Rebibbia e Regina Coeli. In quest’ultimo i detenuti sono quasi tutti in attesa di giudizio, e quindi ancora innocenti; secondo la Costituzione Italiana, infatti, nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva. Irene Testa, tesoriera dei Radicali, ospite al Regina Coeli insieme al segretario del partito Maurizio Turco, la presidente dell’Istituto Luca Coscioni Maria Antonietta Farina Coscioni e alcuni militanti radicali, ha sottolineato l’indecenza dell’insopportabile caldo all’interno del carcere: “Così scontano la pena non solo i detenuti, ma anche il personale”.

Leggi le nostre notizie su viaggi, attualità, cronaca e curiosità anche su Google News!